EPISTOLARIO - pag. 108

Padre Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 7 aprile 1915
Mio carissimo padre,
Gesù risorto riempia anche il vostro spirito di fiamme divine e vi faccia sempre più crescere nella regina di tutte le virtù, la carità. E così sia.
Rispondo alla vostra ultima lettera con un pò di ritardo, non perchè sentissi meno bisogno di parlare al padre mio, ma unicamente a cagione delle mie eccezionali condizioni.
La vostra, giuntami la mattina di pasqua, arrecò al mio povero spirito per una parte un pò di sollievo, leggerissimo per altro,ma da rendermi possibile a poter sopportare la croce, a cui il Signore per sua misericordia ha voluto sottopormi, se non con animo ilare, almeno con animo forte. Sia benedetta mai sempre per questo la bontà del celeste padre; a voi poi cordialissimi ringraziamenti ed infinite benedizioni, con solenne promessa dinanzi al Signore non dico di raddoppiare le mie preghiere per voi, perchè, credetemi, questo non il potrei fare, mancandomi per anche il tempo, essendo questo tutto speso nella preghiera e nel far continua memoria di voi e di altre anime davanti alla maestà di Dio (Deus scit si mentior), ma vi prometto di continuare ad innalzare la mia voce al cielo per voi e con più fervore.
A meglio poi render pieghievole Iddio alle mie povere preghiere mi sforzerò, colla divina grazia, di esser un buon sacerdote religioso, da arrivare un giorno a poter dire coll'apostolo, senza tema di mentire: Imitatores mei estote sicut et ego Christi.
Tanto mi prometto coll'assistenza di Gesù. Purtroppo non merito questo di lui assistenza, ma la sua inesauribile carità per noi tutti, mel fanno sperare.
Dissi, padre, che la vostra mi cagionò, in parte, grazie al cielo, un pò di sollievo, ma vi sottopongo ancora che grandissimo terrore provai nel rilevare da quella, che voi temete che quelle minacce, accennatevi nell'ultima mia, siano sospette.
Sapete, padre, non vorrei in niente essere vittima del demonio, e sebbene io sia certo della realtà di quelle locuzioni, più che non sono certo della mia stessa esistenza, pure mi protesto, facendo lotta con me stesso di non voler credere a tutto quello, solennemente perchè voi, mio direttore, l'avete messo in dubbio. Fo bene o no?
Del resto sapete, anche Gesù non si è affatto mostrato disgustato dal perchè non gli ho voluto dare importanza ed il mio assenso accidentale. Dico accidentale per distinguerlo da quello intimo e sostanziale convincimento, che pur rimane dopo tutte le proteste che l'anima fa per non credergli. Spogliarmi di questo non sono io libero. Come fare, o padre? Sono vittima io del nemico senza nemmeno conoscerlo? Chiaritemi questo punto, per carità, che pur io vorrei che fosse oscuro per me.
Quanta è difficoltosa, padre mio, la vita della perfezione cristiana per un'anima mal disposta, come è la mia! La mia cattiveria mi fa temere in ogni passo che io do: mi sostenga il buon Dio dal divenirgli infedele!
Mi comandate poi di scrivervi tutto ciò che avevo in mente di scrivere direttamente a quell'anima, veramente non so nemmeno io cosa devo scriverle. Il Signore mi disse di scriverle una lettera, ma non prima che voi me ne aveste dato il permesso. In quanto poi a ciò che dovevo dire a quell'anima, il Signore mi suggerì che me l'avrebbe detto a suo tempo.
Così è andata la cosa. Ora giudicate voi, se in questo vi sia stato oppure no l'intervento del demonio; e trovando in ciò essere stata io vittima di quel brutto cosaccio, ve ne supplico, o padre, per l'amore che portate a Gesù, a volermi usare la carità di illuminarmi al riguardo.
Sapete, padre, io non do nessuina importanza a questo stato mio straordinario: e per questo non cesso di dire a Gesù che mi conduca per quella strada ordinaria a tutte le altre anime, ben conoscendo che la via, per la quale la divina misericordia mi sta conducendo non si conviene alla mia anima, avvezza a cibi ancora assai materiali.
Quello che dico al Signore si è che vado trovando l'opera, la emendazione della vita, la mia risurrezione spirituale, l'amore vero sostanziale, la sincera conversione di tutto me stesso a lui.
Parlatemi a lungo, o padre mio, su tutto e trovandomi manchevole non vogliate tacere. Alzate forte la voce, punitemi ancora: voglio amare Gesù come a me si conviene. Desidero quest'amore; so di amarlo; ma, o Dio, quanto veggo inferiore essere il mio amore al desiderio che pure ne ho! Non dovrebbe invece nel fatto quello superare questo?
Parlatemi al riguardo, sapendo essere questa una delle tante spine, che costituiscono il mio continuo martirio spirituale.
Dalla domenica delle Palme l'anima mia ha sentito il bisogno veramente estremo di mutare il confessore ordinario. Non mi sgridate per questo, padre mio; se il feci senza ottenerne prima il vostro permesso fui costretto da un'estrema necessità: ero sul punto di perdermi. Le ragioni che a questo mi astrinsero, spero, col divino aiuto, esporvele a voce quando Iddio il vorrà.
Vi bacio la mano, pregandovi in pari tempo a non volermi negare la vostra paterna benedizione. Il vostro povero figliuolo fra Pio, cappuccino
(Epist. I, 555)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

Pagina 108 di 200

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107 - 108 - 109 - 110 - 111 - 112 - 113 - 114 - 115 - 116 - 117 - 118 - 119 - 120 - 121 - 122 - 123 - 124 - 125 - 126 - 127 - 128 - 129 - 130 - 131 - 132 - 133 - 134 - 135 - 136 - 137 - 138 - 139 - 140 - 141 - 142 - 143 - 144 - 145 - 146 - 147 - 148 - 149 - 150 - 151 - 152 - 153 - 154 - 155 - 156 - 157 - 158 - 159 - 160 - 161 - 162 - 163 - 164 - 165 - 166 - 167 - 168 - 169 - 170 - 171 - 172 - 173 - 174 - 175 - 176 - 177 - 178 - 179 - 180 - 181 - 182 - 183 - 184 - 185 - 186 - 187 - 188 - 189 - 190 - 191 - 192 - 193 - 194 - 195 - 196 - 197 - 198 - 199 - 200