EPISTOLARIO - pag. 114

Padre Pio a padre Agostino
Pietralcina, 20 maggio 1915
Mio carissimo padre,
la grazia dello Spirito Santo vi faccia sempre più crescere nelle fiamme del vivo amore. Gesù e Maria regnino sempre sul vostro cuore e siano dessi eternamente la porzione nostra e di tutte le anime che nella sincerità e purità di cuore cercano Dio.
Questa volta, contro ogni mio desiderio, sarò molto breve, non perchè sentissi meno il bisogno dei vostri ammaestramenti, ma pel solo motivo che mi trovo da più giorni in preda ad una grande emigrazione ed in pari tempo oppresso in molte guise dello spirito maligno.
Viva Gesù, che così vuole, contro ogni mio desiderio, farmi entrare a parte dei suoi dolori! Oh! quanto è insopportabile, padre mio, il dolore sofferto lontano dalla croce; ma come addivenire soave e soffribile se si soffre non lontano dalla croce di Gesù! Tutto per l'anima riesce facile, pur sentendosi oppressa ed inebbriata da ogni sorta di patimenti, e se non vi fosse in fondo, in fondo a quest'anima quel sacro timore di poter cadere e disgustare il divino sposo, ella sentirebbe di stare in paradiso, tanta è la dolcezza che apporta a lei si fatto modo di soffrire.
L'anima posta in tale stato, Oh! quante volte nella sua esultazione rivolto al divin maestro gli dice: Si, o Gesù, veramente il tuo gioco è soave, e lioeve ne è il tuo peso.
Piaccia a questo Dio di bontà far sentire a tutte l'anime questo si fatto nuovo modo di soffrire.
Rendo vivissime grazie a Gesù per il sempre crescente stato di perfezione di quelle anime delle quali mi avete dimandato nell'ultima vostra. Anche Raffaelina e Giovina, nel fisico si sentono alquanto sollevate. Duolmi non poter nemmeno questa volta soddisfare a tutte le dimande da voi fattemi in quest'ultima vostra. Voi sapete e conoscete il tutto, perciò siatemi indulgente e non vogliate giudicarmi con rigore. Solo un miracolo potrebbe far si che il nostro capitolo si celebri almeno nel tempo prefisso.
Gli orrori della guerra, o padre mio, mi tengono di continuo in mortale agonia. Vorrei morire per non vedere tanta strage; e se il buon Dio vorrà concedermi nella sua misericordia questa grazia, quanto gliene sarei riconoscente! Pregate anche voi a questo fine e piaccia al Signore esaudire i nostri comuni voti.
Astretto da impotenza, pongo fine alla presente, implorando la vostra benedizione nonchè quella del padre provinciale, augurandovi dal Signore con tutta l'effusione del cuore ogni eletta benedizione. Viva Gesù!
Vostro affezionatissimo figliuolo
fra Pio.
(Epist. I, 579)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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