EPISTOLARIO - pag. 115

Padre Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 27 maggio 1915
Mio carissimo padre,
la grazia del divino Spirito informi sempre più il vostro cuore e quello di tutti gli amanti di Gesù!
Rispondo con sollecitudine alla vostra lettera, la quale, a quanto sembrami, mi perviene con ritardo.
Padre mio, non vi adirate con me se neppure con questa presente non soddisfo alla vostra interrogazione, perchè il velo che ci nasconde i segreti di Dio non è a lui piaciuto ancora di squarciarlo.
Perchè, padre, non usate la carità di darmi una spiegazione circa ciò che vi esposi nell'ultima mia? L'è quella una spina acutissima al mio cuore. Indicatemene, per carità, la vera cagione di si fatta dimenticanza, nonostante tutta la volontà mia in contrario.
Due volte vi esposi il mio caso, e tutte due le volte avete osservato il più stretto silenzio. Forse sarà stata una pura casualità ma, che volete, io non posso acquietarmi e temo un inganno del nemico senza che io il conosca, a causa delle mie infedeltà.
Da più giorni sono afflitto da fortissimi dolori di testa, che mi rendono impotente a qualsiasi applicazioni.
Gli orrori della guerra mi sconvolgono quasi il cervello: l'anima mia è posta in un'estrema desolazione. Eppure mi ci ero venuto preparando, ed intanto non ha impedito il terrore e la desolazione, in preda della quale si trova stretta l'anima mia.
Questa benedetta guerra, sì, sarà per la nostra Italia, per la chiesa di Dio una purga salutare: si risveglirà nel cuore italiano la fede, che se ne stava lì rincartucciata e come assopita e soffocata dalle pessime voglie; farà sbocciare nella chiesa di Dio, da un terreno quasi inaridito e secco, bellissimi fiori; ma, mio Dio!, prima che ciò avvenga qual dura prova a noi è serbata.
Bisogna attraversare una intiera notte ricoperta delle più fitte tenebre, non mai vista dalla patria nostra sino a quest'oggi una simile. E' vero però che per molti sarà questa estrema prova qual pietra d'inciampo, ma per i più sarà un farmaco salutare per ricuperare la salute.
Beati quegli occhi che vedranno spuntare questo nuovo giorno! In mezzo alla prova che abbiamo incominciato ad attraversare e che per noi in special modo sarà più dura, gittiamo pure lo sguardo attraverso di questa alta notte, fissiamolo in quel di che sorgerà, e tanto basti per consolarci nel dolcissimo Signore.
Finisco, non potendo più continuare: mi sento spezzare la fronte.
Beneditemi fortemente e raccomandatemi a Gesù, che lo stesso fo io di continuo per voi.
Il vostro povero figliuolo fra Pio, cappuccino
(Epist. I, 582)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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