EPISTOLARIO - pag. 14

"Padre Pio a padre Benedetto
Morcone, 22 luglio 1910
Carissimo padre provinciale,
ieri, secondo l'ubbidienza, mi recai a Morcone insieme a Padre Eugenio, che venne a rilevarmi a Pietrelcina. Debbo però dirle francamente che, dopo una giornata di permanenza a Morcone, mi sono sentito subito peggiorato; tanto vero nel momento che scrivo mi trovo a letto per debolezza, a causa del vomito che è ritornato.
Stando così le cose, sono costretto a a ritornare a casa per non aggravarmi. In quanto alle cerimonie da impararmi, potrei apprenderle dal parroco del mio paese, che spontaneamente si è offerto.
Riguardo agli esami cerchi di farmeli dare al più presto possibile.
Mi benedica
Il suo povero fra Pio"

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Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 29 luglio 1910
Mio carissimo padre,
presentemente, grazie al cielo, sto un tantino meglio riguardo allo stomaco, che va rimettendosi pian piano. Circa le altre miserie nulla le dico, essendo queste troppo ostinate. Sia benedetto Iddio.
Ma quando, padre mio, finirà il mio esilio? Mi dispiace, ma sono rassegnato al volere del cielo. Si adempiano pure su di me i divini disegni, purchè il nostro caro Gesù ne resti glorificato. In certi momenti l'anima mia soffre assai e se questo strazio non fosse di tanto in tanto interrotto da qualche momento di tregua, chi sa che ne potrebbe essere di me. Sì, padre mio, questo nostro pietoso Signore nel più forte della prova occorre sollecito, a qual padre amoroso che egli è, parmi di racconsolarmi ed incoraggiarmi a sempre più correre nella via della croce. Soffro è vero, ma intanto non mi dolgo perchè Gesù così vuole.
Mi benedica.
Il suo povero fra Pio
Il parroco quest'oggi è sceso a Benevento per parlare con monsignor vicario, per vedere quando è disposto a volermi esaminare.

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"Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 31 luglio 1910
Carissimo padre, ieri, insieme al parroco, fui a Benevento per essere esaminato. Gli esaminatori rimasero contenti. L'arivescovo è fuori diocesi, cioè a Cava dei Tirreni. Il vicario ci disse che avrebbe scritto all'arcivescovo per l'impeditus e dopo l'invierebbe a lei. L'arciprete poi desidera sapere il giorno e l'ora del suo arrivo, per quindi farla venire a rilevare alla stazione. Attualmente mi sento un pò più male, forse effetto del viaggio di ieri. Nella speranza di presto rivederla, le chieggio la sua benedizione.
Il suo povero
fra Pio"

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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