EPISTOLARIO - pag. 141

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 20 dicembre 1915
Mio carissimo padre,
la grazia del divino Spirito regni sempre sul vostro cuore e vi guidi mai sempre a maggior perfezione cristiana. così sia.
Sabato, 18 corrente, coll'aiuto di Gesù e ben presto in salute, feci ritorno da Napoli. Viva mai sempre la bontà del Padre celeste, il quale non mai abbandona chi in lui ripone la sua speranza!
Ringraziamo questo sì tenero padre pel buon esito della visita; ringraziamolo pure per la grande designazione di non aver permesso che il suo servo venisse vestito della divisa militare, dopo che egli fosse iscritto da circa due mesi nella milizia.
Sì, padre, nella considerazione di tanta bontà del Signore, sentomi venir meno il cuore; non valgo a trattenere le lagrime e da un moto irresistibile sentomi portato ad esclamare: Benedictus Dominus, qui facit mirabilia solus, Magnus Dominus, et laudabilis nimis.
Il Signore, padre mio, ha voluto lui stesso operare questo sacrificio, ha voluto egli stesso prendere la difesa del suo servo, mercè l'intercessione della nostra bella e cara madre Maria santissima di Pompei.
Da Raffaelina, povera figliuola, avevo posto due autorevoli persone per lo mezzo, per aver io qualche raccomandazione; ma il buon Dio, o padre, che non voleva che l'opera sua venisse anche lievemente offuscata per l'intervento delle sue creature, fece sì e dispose in modo le cose, che innanzi che intervenissero quelle due autorevoli persone, già la cosa egli l'aveva tratta a compimento. Tutto era fatto e Deo gratias.
Non potrebbe, padre mio, questo nostro Padre celeste rendere pure esauditi i nostri comuni voti in riguardo a quell'altro affare, all'adempimento del quale io spendo tutte le mie lacrime, tutti i miei (sospiri) e tutte le mie preghiere?
Pregate sempre anche voi assieme a tutte le anime amanti di Gesù, affinchè non tardi a dare il Signore riposo al suo fedele servo. Allora solo egli potrà sciogliere l'inno del trionfo e dalla vittoria; ma finchè questo giorno si farà attendere ancora, il pane di cui si ciberà il suo servo sarà sempre cosparso di lagrime.
Gesù Bambino mi porterà dal seno del suo genitore quest'anno questa insegna grazia? Me l'attendo per le altrui preghiere.
Vorrei dirvi un mondo di cose, ma sono astretto a far punto, non mi sento proprio più la forza di continuare. Perdonatemi e scrivetemi voi lungamente.
Intanto prima di dare termine a questa mia, sento troppo vivo nel cuore il bisogno di augurarvi felicissime nel Signore le feste del Bambino Gesù.
Con la solita stima vi bacio la mano ed in ginocchio vi chiedo la vostra paterna benedizione.
Fra Pio, cappuccino.
(Epist. I, 700)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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