EPISTOLARIO - pag. 150

Padre Pio a padre Agostino
Foggia, 13 maggio 1916
Mio carissimo padre,
Gesù sia sempre con voi e con tutte le anime che vogliono appartenergli. Così sia.
Con mano tremante do riscontro alla vostra, sebbene con ritardo. Ho insistito ed insisto sempre presso il divin cuore a favore di quell'anima che voi mi raccomandate. Gesù vuole provarla ancora, ma pel momento non l'esaudirà Gesù. Abbia un po' di pazienza quest'anima benedetta, chè alla fine l'esaudirà. Gesù vuole provarla e se differisce e sospende la concessione di detta grazia è il meglio per lei. Intanto insistiamo ed egli in questa costanza le concederà più di quello ch'ella dimanderà ed in un modo affatto nuovo.
Coraggio, dunque, ed avanti sempre. Si conforti però detta anima, che la condotta di Gesù verso di lei non è perchè egli la rigetta, ma sibbene perchè a lui vuole attrarla volendola tutta per sè: egli l'ama più di quanto si può immaginare.
Tutto questo basterà a confortarla? Spero di sì; altrimenti, senza volerlo, concorrerebbe a rendermi più pesante la mia croce, anzi insopportabile.
Cosa debbo dirvi del mio spirito? Mio Dio! Prescindendo dalle vostre e dalle altrui assicurazioni che non valgono a confortarmi in modo alcuno, non posso affatto persuadermi dal non credermi un reietto del Signore. La sola morte mi fa travedere qualche cosa di nuovo. Il solo suo pensiero mi regge in piedi a che non venga meno nelle vie di Dio. Ed il sapere che alcune anime incominciano a chiedere a Gesù, perchè mi tolga dall'esilio, mi alleggeriscono alquanto la croce.
Padre mio! quante altre anime ancora vi sono, che sotto specie di pietà, si ostinano ancora a chiedere a Gesù a che non permetta che si parta! Costoro sono i veri miei nemici, Iddio abbia di loro pietà! Non riesco affatto però a perdonarla a chi già è in possesso dell'eterna felicità; e che pure mi contrastano. Costoro sono per me i veri traditori. Costoro non possono non riguardarli per tali, perchè si sono resi spergiuri anche presso il mio Dio. Gesù usi a tutti misericordia!
Perchè, padre, non intervenite anche voi per la consacrazione della nostra chiesa, che avrà luogo martedì prossimo? Anche il padre guardiano vi desidererebe in tale giorno. Egli mi dimandò nel consegnarmi la vostra ultima: -Verrà il padre Agostino per la consacrazione della nostra chiesa?-. Ed io con le lagrime agli occhi risposi: -Egli non me ne fa parola di questo.-
Per carità! se vi riesce non mancate in questa circostanza.
Ossequiatemi tanto tanto il mio carissimo padre provinciale non che tutte le anime che a noi sono unite in un medesimo spirito.
Finisco, non ne posso più.
Beneditemi fortemente e sempre, mentre io inchinandomi vi bacio con la solita stima la mano, dicendomi sempre tutto vostro in Cristo Gesù.
Fra Pio, cappuccino.
(Epist. I, 774)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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