EPISTOLARIO - pag. 157

Padre Pio a padre Agostino
Foggia, 1 settembre 1916
Mio carissimo padre,
Gesù sia con voi sempre e vi dia la grazia di divenir più degno del di lui amore! Così sia.
Dopo vari giorni trascorsi in palpiti ed angosciose angustie, perchè privo delle vostre notizie, ricevo finalmente la vostra lettera assieme ad una cartolina e ne rendo vivissime grazie al divin Padre per le belle nuove, che desse mi arrecano sul vostro stato fisico, non che morale.
Viva iddio, che non lascia per molto tempo senza conforto chi in lui spera ed in lui si abbandona.
In questi giorni, ed al più presto, cercherò col divino aiuto di scrivere a quell'anima tanto provata dal Signore. Vi confesso, padre, che sento una lotta in me nel dover far questo, ma per ubbidire a voi e per far contento Gesù lo farò ad ogni costo. Piaccia a Dio infondere più coraggio in dette anime e renderla più degna di altri suoi maggiori favori.
Quell'altra anima, mia cordialissima nemica, per un incidente non potette venirmi a trovare nel passare per Foggia. Ella intanto mi scriveva dal suo paese e mi diceva che la degnassi di una risposta, avendone ricevuto permesso dal padre provinciale, innanzi di allontanarsi da San Marco.
A mia volta, poi, chiestone il permesso allo stesso provinciale, ed avendomelo accordato in tutta la sua pienezza, le scrissi tutto ciò che il Signore volle.
La poverina piena di riconoscenza mi risponde, che dietro tutte le mie assicurazioni, è rimasta moltissimo sollevata. La luce, dice, essersi fatta nell'anima sua e nuovo coraggio ha ricevuto la sua anima per combattere il buon combattimento. Viva Dio, che suole servirsi dei più bassi strumenti per sollevare i sui eletti.
Lunedì prossimo, quattro corrente, andrò, a Dio piacendo, a San Giovanni Rotondo, per prendere un po' di aria di monti. Spero colà rinfrancarmi nelle forze, poichè qui, oltre i miei malanni, che dovunque e sempre mi accompagnano, devo sostenere moltissimi lavori a pro delle anime, che non mi lasciano libero per un ritaglio di tempo.
A sostituirmi qui è venuto il padre Isaia, il quale si è liberato proprio in questi guiorni dal servizio militare. Quanto è buono Gesù con noi!
Vivete poi tranquillo, o padre, noi tutti che a voi siamo uniti in uno stesso spirito non cessiamo di assiduamente far menzione di voi davanti a Gesù.
Noi tutti condividiamo non solo con voi le gioie che sono ben poche, ma le stesse afflizioni.
Coraggio, padre, chè non tarderà a risplendere l'iride della pace sul suolo insaguinato dell'Europa intera! Il Signore è ancora sdegnato per l'iniquità dei figli degli uomini, ma egli certamente non ci giudicherà a rigore di giustizia.
Avete ricevuto l'ultima mia lettera che porta la data, se non erro, del 24 ultimo scorso mese?
Quante cose vorrei dirvi, padre mio, tutte di Gesù, ma nè i tempi nè la salute me lo permettono pel presente. Confidiamo in un florido e prossimo avvenire.
Abbiatevi i saluti di tutte le anime care a Gesù, non che di quell'anima che partì da San Marco, di cui ho tenuto parola poc'anzi, la quale con sempre nuova insistenza chiede sempre nuove di voi. Infine abbiatevi un cordialissimo abbraccio da chi dicesi sempre
il vostro povero figliuolo fra Pio, cappuccino.
(Epist. I, 811)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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