EPISTOLARIO - pag. 169

Padre Pio a padre Benedetto
[6 gennaio 1917]
Mio carissimo padre, Gesù vi aiuti sempre e vi assista in tutte le prove della vita.
Sono qui da sabato e ne siano rese grazie a Dio per l'aiuto somministratomi nell'ora della prova, a cui egli volle ancora una volta sottopormi. Il solo pensiero di ciò che ho dovuto sostenere in quei giorni mi spaventa, mi fa rabbrividire.
Ignoro poi se mi abbiano riformato, oppure mi abbiano mandato in licenza di convalescenza. Mi fu detto che mi mandavano in licenza di convalescenza per sei mesi, ma sulla licenza, che mi hanno dato non determina niente e nè mi assegna il tempo quando dovrò ripresentarmi. Si legge sul foglio che mi venne dato, che mi mandavano in questo comune in licenza straordinaria illimitata, in attesa di foglio di rassegna.
Piaccia a Dio di risparmiarmi da ulteriori prove di sì fatto genere.
Vengo poi a chiedervi un permesso, quello cioè di digiunare due volte al mese: una volte in onore della Madonna, un'altra volta in onore di sant'Antonio. E' stata una promessa che ho fatto, sempre che mi fosse stata accordata una grazia, la quale grazia mi è stata fatta.
Ne chiedo il permesso a voi perchè la promessa fu condizionata, sempre che mi fosse stato accordato il permesso da voi. Quindi io adesso mi rimetto nelle vostre mani, ed attendo la vostra decisione, che mi riprometto sia affermativa.
Durante questo tempo che sono stato fuori ho applicato per la provincia dieci messe.
In quanto alle lotte di spirito, queste vanno sempre più crescendo. Fitte tenebre coinvolgono il mio spirito, ed altro non veggo se non buio e sempre buio; altro non vi scorgo se non il movimento di fiere, che minacciano di farmi loro preda; altro non ascolto il mio udito se non il continuo ruggito di dette fiere, che mi fanno morire in tutti i momenti per lo spavento.
Ahimè! padre mio, quando finirà questo stato? Quando saranno rimossi i dubbi, i timori, le incertezze, i pericoli di cadere, di offendere Iddio?
Finisco, perchè astretto a questo dall'impotenza, rivolgendovi la calda preghiera di non abbandonarmi giammai e di raccomandarmi a Gesù. Nella mia nullità non cesso di sempre fare assidua memoria di voi dinanzi a Gesù. Sempre rinnovo l'offerta a lui per voi.
Vi bacio la mano e vi chiedo di benedire il
vostro povero figlio fra Pio, cappuccino
(Epist. I, 857)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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