EPISTOLARIO - pag. 24

Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, aprile 1911
Caro padre,
vengo poi nuovamente a pregarla, a nome del parroco, affinchè voglia dignarsi di accordarmi la detta facoltà di confessare gli uomini, perchè lui non dubitando del suo permesso, si trovò già avvisato il popolo.
Le faccio notare che detta facoltà abbraccerebbe il solo precetto pasquale. Del resto non ci sarà se non qualche ora di occupazione il solo giovedì santo.
Il parroco sarà molto caritatevole a non tenermi molto occupato in questo, poichè oltre i due confessori paesani ci sarà anche un altro forestiero per una quindicina di giorni.
Sicuro che vorrà far contento questo parroco che lo merita purtroppo, poichè in quanto a me le dico sinceramente, se non fosse per motivi di carità, non me l'avrei fatta passare nemmeno per la cima dei capelli in venirle a chiedere tale facoltà.
Si abbia gli ossequi di questo arciprete, mentre baciandole la mano nuovamente mi sottoscrivo
il suo fra Pio

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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