EPISTOLARIO - pag. 30

Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 2 settembre 1911
Caro padre,
gesù continua a stare con me, e non ancora mi ha lasciato poichè la facilità nel respingere le tentazioni e nel rassegnarmi al divin volere, come già le scrivevo nell'ultima mia, si va sempre più facilitando. Vede adunque, padre, a quale segno arriva la dolcezza e la bontà di Gesù, per quanto perfido e cattivo io sia!
Ed io intanto che farò per corrispondere a tanta misericordia? Che gli renderò io mai per tanti benefici? Quante volte per il passato, se sapesse, ho cambiato Gesù per una cosa vile di questo mondo! Io in me veggo del mistero; continuamente mi dolgo dei commessi peccati, continuamente propongo di non commetterli più, continuamente ci ho una volontà risoluta a non più peccare; eppure, mi duole il dirlo, col sangue agli occhi, che con tutto questo sono ancora così imperfetto e sembrami che spesso spesso do disgusto al Signore. Alle volte mi viene una disperazione grande perchè mi sembra quasi impossibile che Gesù debba perdonarmi tanti peccati; il più delle volte sembrami impossibile che Gesù voglia perdermi. O che lavoro è mai questo? Me lo spieghi un pò.
Ma tutto questo mi succede senza avvedermene, poichè la volontà di discustare anche lievemente Iddio non ce l'ho affatto.
Quanto poi soffro, padre, nel vedere che Gesù non solo non viene curato dagli uomini, ma quello che è peggio anche insultato e più di tutto con quelle orrende bestemmie. Vorrei morire o almeno divenir sordo, anzichè sentire tanti insulti che gli uomini fanno a Dio.
Io ho fatto al Signore la seguente preghiera: Signore, fatemi morire annzichè trovarmi presente a coloro nell'atto che vi offendono! Mi raccomandi anch'ella al Signore e gli chiegga per me questa grazia, se ciò è a lui di maggior gloria.
Ho finito di celebrare le messe gregoriane; ora è pregato di mandarmi quel pò di elemosina, perchè presentemente per mancanza di moneta non ho come procurarmi le medicine.
Non cessi poi sempre di benedirmi.
Il suo fra Pio
(Epist. I, 231)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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