EPISTOLARIO - pag. 31

Padre Pio a Padre Benedetto
Pietrelcina, 8 settembre 1911
Mio caro padre.
non mi sgridi se rispondo alla sua con un po' di ritardo; non è stato per mancanza di volontà, nè per svogliatezza; ma il motivo è stato perchè io mi trovo in campagna a respirare un po' di aria più sana, dietro che ne ho sperimentato la miglioria. Quindi oggi appunto nel recarmi in paese per celebrare mi è stato consegnata la sua, alla quale senza perder tempo mi sono determinato a rispondre subito.
Ieri sera poi mi è successo una cosa che io non so ne spiegare e ne comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po' di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po' di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po' di dolore.
Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva. Non s'inquieti però se adesso per la prima volta glielo dico; perchè mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. Anche adesso se sapesse quanta violenza ho dovuto farmi per dirglilo! Molte cose avrei da dirle, ma mi viene meno la parola; solo le dico che i battiti del cuore, allorchè mi trovo con Gesù sacramentato, sono molto forti. Sembrami alle volte che voglia proprio uscirsene dal petto.
All'altare alle volte mi sento talmente un accendimento per tutta la persona, che non posso descriverglielo. Il viso massimamente mi sembra che voglia andar tutto in fuoco. Che segni sono questi, padre mio, lo ignoro.
Si figuri poi se è mio desiderio di ritornarmene in convento. Il maggiore dei sacrifici che ho fatto al Signore è stato appunto di non aver potuto vivere in convento. Però non credo mai che ella vorrà assolutamente che io debba proprio morire. In casa è vero che ho sofferto e sto soffrendo, ma non mi sono mai reso impotente in adempire il mio ufficio, il che non è stato mai possibile in convento. Se si trattasse di soffrire solo, benissimo. Ma l'essere di peso e di fastidio agli alti senza altro risultato se non quello della morte non saprei che rispondere.
Del resto parmi che anche io ho tutto il dovere e il diritto di non privarmi dirttamente della vita a 24 anni. Il Signore pare che così vuole. Consideri che sono più morto che vivo e poi faccia come crede, che sono disposto a fare qualunque sacrificio se trattasi di obbedienza.
Grazie dell'abito. Le cinque messe di agosto e le cinque di settembre le dirò nel corso di questo mese e nel principio dell'altro mese.
In attesa di ricevere le sue notizie le chieggo la sua benedizione.
Il suo fra Pio
(Epist. I, 233)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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