EPISTOLARIO - pag. 32

Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, settembre 1911
Mio carissimo padre,
col sangue agli occhi scrivo la presente. Sappia, padre mio, che giorni or sono ho avuto il coraggio di nuovamente offendere Gesù con una bugia. Mio Dio che vergogna! E ho il coraggio, o padre, di accusare gli altri, mentre io sono il peggiore di tutti! Ora si che mi riconosco veramente per il più indegno di tutte le miserabili creature.
Se sapesse quanti spaventi mi va muovendo il nemico per questo peccato! A me non regge l'animo di descriverglieli questi spaventi. Ma viva sempre la misericordia di Gesù. Il confessore mi assicura che al più ho peccato venialmente; ma che m'importa se in ogni modo ho fatto piangere Gesù. E se a Gesù dispiace sommamente l'offesa che gli vien fatta da ogni fedele, molto più gli dispiace l'offesa fattagli da un sacerdote. Glielo dico a Gesù che non voglio fare più peccati ; ma se lui non sostiene la mia debolezza, alla prima occasione mi dimostrerò quale sempre sono stato. Gli ho detto di amarlo sempre; ma lei sa quanto sempre sono inclinato al male. Mi aiuti, padre mio, a scontare questa nuova offesa fatta a Gesù.
Povero Gesù, da me nuovamente offeso! Il mio cuore è tanto duro che non sa commuoversi come si dovrebbe al pensare all'offesa, che ho fatto a Gesù. Ma quanto so e posso voglio pentirmene. Dica a Gesù subito, che non ricusi il mio dolore.
Sebbene spero nella divina misericordia di Gesù, padre mio, tremo e tremo assai . Per questo ho pianto in silenzio, ma sono state lacrime di dolore e nello stesso tempo di una grande felicità per me. Intanto Gesù, Gesù stesso è sempre con me, e non si vergogna di esservi ancora, poichè egli continua a manifestarsi in me con tutti gli splendori del suo cuore colla prodigiosa espansione del suo amore paterno.
Considerando l'amore di Gesù da una parte e la mia ingratitudine dall'altra vorrei, padre mio, dire a Gesù che se io non gli posso corrispondere nell'amore lasci pure di amarmi: solo in questo modo sembrami esser meno colpevole. Ma se Gesù non mi ama, che ne sarà di me! Io non amare Gesù e Gesù non amare più me! Questa è una cosa troppo spaventevole per me e perciò mi fa pregare sempre Gesù, che prosegua pure ad amarmi e ci pensa lui a me, se non mi riesce di amarlo quanto merita.
Preghi tanto per me e sia certo che chi fa questo, fa una grande carità. Non isdegni poi di mandare la sua benedizione al suo povero
fra Pio
(Epist. I, p. 235)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

Pagina 32 di 100

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100