EPISTOLARIO - pag. 44

Padre Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 2 maggio 1912
Mio carissimo padre,
stia a sentire; da vari giorni in qua mi va succedendo ciò che sto per dirle.
Ella ben sa che le guerre spirituali sono moltissime e queste non mi affliggerebbero di certo, se sapessi che ne andassi sempre esente dall'offesa di Dio. Ma ciò che mi affligge sommamente è nel non poter conoscere se ho acconsentito alle tentazioni oppure no.
Veramente ho una volontà presentemente che mi assoggetterei volentieri ad essere diviso in mille pezzi, anzichè determinarmi ad offendere Iddio per una sola volta. Ricorro, alle volte, al confessore, e lì per lì me ne rimango in un pò di calma. Ma poco dopo ecco là sempre da capo. Mi va via quasi la testa. Parmi alle volte di sentire il bisogno della confessione, ma non ho quasi che dire al confessore, niente di preciso mi ricordo. Anche all'altare, padre mio, Iddio solo sa quanta violenza bisogna che mi faccia per evitare ulteriori peccati.
Adesso mi dica un pò come debbo comportarmi su questo punto. Debbo e son tenuto a confessarmi tutti i peccati dubbi? oh se potessi parlare a voce, che grande fortuna sarebbe per me! Se in questi giorni si trovasse a passare per la stazione di questo paese, non non isdegni di fermarsi un tantino con me e, ne sia pur certo, che Iddio e la Vergine santissima pagheranno a cento doppi i sacrifizi ch'ella fa per me.
Nel caso che ciò fosse possibile, mi tenga avvertito.
Anche collo stato fisico mi sento assai male, tanto che ho passato anche vari giorni a letto; ma di tutto questo ne godo ed a me sembrami di serbare sempre un animo allegro e rassegnato, perchè ricordo con piacere il sacrifizio, fattone al Signore, della mia vita e se non fossero le afflizioni spirituali che mi straziano il cuore, starei quasi in un paradiso di delizie. Ma si faccia il volere di Dio!
Vengo inoltre a chiederle una carità: avrei desiderio di leggere il libretto intitolato Lettere ed estasi della serva di Dio Gemma Galgani; insieme con quell'altro della stessa serva di Dio, che s'intitola L'ora santa. Sicuro ch'ella trovando giusto questo mio desiderio, me li procurerà, la ossequio e le chieggo la sua benedizione.
il suo fra Pio
L'è pervenuta la cartolina vaglia che giorni fa l'inviai?
(Epist. I, 277)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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