EPISTOLARIO - pag. 45

Padre Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 17 maggio 1912
Mio carissimo padre,
Deo gratias. Quanto gaudio mi abbia recato al cuore la notizia della sua rielezione, lo lascio immaginare a lei. Il buon Dio le dia tutte quelle grazie, che sono necessarie per farle adempire la carica con somma esattezza.
Nella mia indegnità non cesserò d'innalzare preghiere al buon Gesù, affinchè voglia renderle meno pesante la croce, che nella sua infinita provvidenza, si è degnato mandarle.
Non le auguro, padre mio, altre cariche più onorefiche, che potrebbe ciò sembrare un'adulazione, ma sibbene l'auguro con tutto il cuore un ottimo tramonto.
Quando poi finiranno le mie afflizioni lo ignoro; ma viva Gesù però che, essendone il padrone, il re del mio cuore, non cessa mai di consolarmi.
Sono dispiaciuto di non poterle scrivere spesso e narrarle tutto, per causa della benedetta vista. Intanto ella mi ha privato quasi del tutto dei suoi buoni consigli, che mi fecero tanto bene. Ma anche di ciò ne ho fatto un sacrifizio al Cuore di Gesù.
Mi benedica forte, forte; mentre io mi dico tutto suo nel Cuore sacratissimo di Gesù.
Fra Pio, cappuccino
(Epist. I, 281)

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Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 20 maggio 1912
Amatissimo babbo,
que je suis content! Rèjouissons-nous, mon cher père: vive la joie! Il demonio, il giorno innanzi che ricevessi la vostra gentilissima lettera, mi aveva afflitto oltremodo perchè gloriavasi di avere vinto lui nel non farci riabracciare prima del capitolo.
Sì; può gloriarsi per questo, ma la sua gioia è stolta. Nel ricevere poi la vostra, la gioia e la speranza di riabbracciarci mi sono ritornate. Quanto ne abbia goduto in cuor mio nel riapprendere anche dalla vostra le nuove elezioni, lo lascio immaginare a voi.
Io mi astengo nell'agurarvi altre cariche più onorifiche, potendo ciò sembrare un'adulazione, ma non mi posso astenere però dall'augurarvi che il buon Gesù vi faccia adempiere esattamente la carica, che lui stesso vi ha imposta e poi uno splendito tramonto, quando a Gesù piacerà.
Gesù e Maria seguitano a farmi da genitori. O padre mio, chi può trascrivervi le consolazioni, che mi fa sentire in questo mese la celeste mammina!
In questo corpo agghiacciato sento continuamente che vi si racchiude un cuore che mi brucia. Spero di parlarvene a voce al nostro prossimo incontro, se Gesù lo vorrà.
Mi compatirete se non risposi all'altra vostra, ed alla circolare, poichè il demonio me lo impedì.
Vi sarei molto grato se mi potreste mandare verso la fine del mese dell'applicazioni di messe. Del resto non vi preoccupate se ciò non vi riesce possibile.
l'arciprete, la mia famiglia e gli amici vi restituiscono centuplicati i saluti. Nel santo amore mi dichiaro di cuore e di affetto tutto vostro.
fra Pio
(Epist. I, 284)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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