EPISTOLARIO - pag. 53

Padre Pio a Padre Agostino
Pietrelcina, 18 novembre 1912
O padre mio,
vengo con la presente a parlarvi non con la bocca ma con il cuore. Ma le mie labbra sono chiuse e nondimeno so parlare. Colui che mi è sempre vicino finalmente è venuto a debbellare il nemico infernale per potervi tracciare queste poche righe. Ma sono debole assai. Il nemico non vuole quasi abbandonarmi più, mi bussa continuamente. Egli cerca di avvelenarmi la vita con le sue inferneli insidie.
Si dispiace sommamente Perchè io ve lo narro. Mi va sugerendo di tralasciare di narrarvi ciò che passa tra me e lui, e mi insinua di narrarvi puttosto le buone visite; essendo, dice lui, le sole che possono piacervi ed edificare.
Dio mio! che martirio è la tentazione della vanagloria. Sembra cosa da nulla, ma pure bisogna convincersi diversamente; bisogna passarci per questo fuoco per comprendere la sua estrema intensità per vincere è duopo tenere lo sguardo rivolto all'umanità di Gesù. Gesù, la sua diletta Madre, l'Angiolino con gli altri mi vanno incoraggiando non tralasciando di ripetermi che la vittima per dirsi tale bisogna che perda tutto il suo sangue. Combattere coll'aver affianco un si tenero padre è dolce e consolante.
L'arciprete, reso consapevole della battaglia di quelli impuri apostati, intorno a ciò che riguarda le vostre lettere, mi consigliò che alla prima lettera che mi fosse pervenuta, l'andassi ad aprire da lui.
Così feci nel ricevere la vostra ultima lettera. Ma aperta che l'abbiamo la trovammo tutta imbrattata di inchiostro. Sarà stata anche questa una vendetta di barbablù? Non posso mai credere che così me l'abbiate spedita, anche perchè vi è nota la mia cecozienza.
Le lettere scritte ci sembrano in principio illeggibili, ma dietro che vi ponemmo sopra il crocifisso si fece un pò di luce tanto da potersi leggere, sebbene a stento. Questa lettera è ben conservata.
Ho bisogno attualmente quasi dell'applicazione, vi prego a volermene provvedere.
La famiglia con l'arciprete vi restituiscono centuplicati gli ossequi. Francesco vi manda mille baci.
Beneditemi, e pregate pel vostro povero discepolo che ne ha bisogno.
Fra Pio
(Epist. I, 314)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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