EPISTOLARIO - pag. 58

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 18 gennaio 1913
Babbo carissimo,
viva Gesù! Vorrei dirvi tante cose, ma da dove cominciare? Mi sento assai oppresso dai dolori fisici al presente e quasi sono stanco prima di cominciare. Ma Gesù mi aiuterà.
"Con ripetuti colpi di salutare scalpello e con diligente ripulitura soglio preparare le pietre che dovranno entrare nella composizione dell'eterno edificio". Queste parole mi va ripetendo Gesù ogni qualvolta mi regala nuove croci.
Ora si, mi sembra che le parole di nostro Signore, che mi sembravano tante oscure: "l'amore si conosce nel dolore, e questo lo sentirai nel corpo", si vanno facendo luce nel mio intelletto.
Gesù oltre la prova dei timori e tremori spirituali con qualche aroma di desolazione, va aggiungendo anche quella lunga e varia prova del malessere fisico, servendosi a questo fine di quei brutti cosacci.
State a sentire di quello che ebbi a soffrire poche sere fa da quegli impuri apostati. Era già notte avanzata, incominciarono il loro assalto con rumore indiavolato, e sebbene nulla vedessi in principio, capii però da chi era prodotto questo si strano rumore; e tutt'altro che spaventarmi mi preparai alla pugna con un beffardo sorriso sulle labbra verso costoro. Allora si che mi si presentarono sotto le più abominevoli forme e per farmi prevaricare incominciarono a trattarmi in guanti gialli; ma grazie al cielo, li strigliai per bene, trattandoli per quello che valgono. Ed allora videro andare in fumo i loro sforzi, mi si avventarono addosso, mi gittarono a terra, e mi bussarono forte forte, buttando per per aria guanciali, libri, sedie, emettendo in pari tempo gridi disperati e pronunziando parole estremamente sporche.
Fortuna che le stanze vicine ed anche sotto la stanza dove io mi trovo sono disabitate. Ne mossi lagnanza all'angiolino, e questi dopo avermi fatta una bella predichina, soggiunse: "Ringrazia Gesù che ti tratta da eletto a seguire lui da vicino per l'erta del Calvario; io vedo, anima affidata alla mia cura da Gesù, con gioia e commozione del mio interno questa condotta di Gesù verso di te. Credi tu forse che sarei così contento, che non ti vedessi così sbattuto? Io che nella cerità santa molto desidero il tuo vantaggio, godo sempre più nel vederti nel codesto stato. Gesù permette questi assalti al demonio, perchè la sua pietà ti rende a sè caro e vuole che tu lo rassomigli nelle angoscie del deserto, dell' orto e della croce.
Tu difenditi, allontana sempre e disprezza le maligne insinuazioni e dove le tue forze non potranno arrivare non ti affliggere, diletto del mio cuore, io sono vicino a te".
Questa degnazione, padre mio! Cosa ho io mai fatto da meritare tanta squisita amorevolezza dal mio angiolino? Ma non mi preoccupo affatto per questo; non è forse il Signore padrone di dare le sue grazie a chi vuole e come vuole?
Io sono il trastullo di Gesù Bambino, come lui spesso mi ripete, ma quello che è peggio, Gesù ha scelto un balocco di nessun valore. Mi dispiace solo che questo balocco da lui prescelto imbratta le sue divine manine. Mi dice il pensiero che qualche giorno mi butterà in un fosso per non più scherzarvi. Ne godrò, non merito altro che questo.
Grazie a voi ed al padre guardiano per l'applicazioni.
Il vostro
fra Pio
(Epist. I, 329)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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