EPISTOLARIO - pag. 20

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 13 febbraio 1913
Babbo carissimo,
io mi trovo assai contento. Gesù non cessa di volermi bene, anche contro ogni mio demerito, perchè non cessa di farmi affliggere di più da quei brutti ceffoni. Oramai sono sonati ventidue giorni continui che Gesù permette a costoro di sfogare la loro ira su di me. Il mio corpo, padre mio, è tutto ammaccato per le tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici.
Più di una vlta sono giunti a toglermi perfino la camicia e percuotermi in tale stato. Ora ditemi, non è stato forse Gesù che mi ha aiutato in questi si tristi momenti in cui, si privo di tutti, i demoni hanno cercato di distruggermi e perdermi? Aggiungete ancora che anche dopo che costoro si sono allontanati, sono rimasto svestito per molto tempo, perchè impotente a muovermi, con questa stagione si rigida. Quanti malanni avrebbero dovuto scatenarmi su di me, se il nostro dolcissimo Gesù non mi avesse aiutato!
Ignoro quello che mi accadrà; so soltanto però una sola cosa con certezza: "Non temere io ti farò soffrire, ma te ne darò anche la forza - mi va ripetendo Gesù -. Desidero che l'anima tua con quotidiano ed occulto martirio sia purificata e provata; non ti spaventare se io permetto al demonio di tormentarti, al mondo di disgustarti, alle persone a te più care di affliggerti, perchè niente prevarrà contro coloro che gemono sotto la croce per amor mio e che io mi sono adoperato per proteggerli".
"Quante volte - mi ha detto Gesù poc'anzi - mi avresti abbandonato, figlio mio, se non ti avessi crocefisso".
"Sotto la croce s'impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo alle anime che mi sono più care".
Grazie poi vi rendo per le tante preghiere che per me porgete al Signore. Io mi prometto allorchè sarò con lui di perorare la vostra causa. Gesù è buono, non potrà resistere ai miei clamori, sebbene essi sono sempre deboli.
Non ho poi mai dimenticato di raccomandare a Gesù quelle due anime. Rassicuratele, ve ne prego, che stessero tranquille. Gesù richiede da loro un pò più di abbandono e di confidenza in lui. Esse, poverine, non si avvedono che sono più care agli occhi di lui in questi momenti, che allorchè si trovavano nelle consolazioni. Esse non l'avvertono, ma sono aiutate da Gesù più adesso che prima. Gesù vuole affezionarle a lui solo, perciò vuole spargere la loro vita di spine.
Recandovi a San Marco siete pregato di ossequiarmi il padre provinciale. Desidero pure che gli direte ancora se vuole autorizzarmi alla confessione. Sono quasi certo di fare un buco nell'acqua, ma io non posso però soffocare in me questa voce misteriosa. Sono disposto a tutti i voleri del superiore ed un rifiuto di più per me equivale ad una maggiore rassegnazione.
I miei tutti vi salutano; l'arciprete vi ossequia; Francesco vi manda mille baci.
Pregate per chi vi ha tanto a cuore.
Fra Pio
(Epist. I, 338)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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