EPISTOLARIO - pag. 61

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 12 marzo 1913
Babbo carissimo,
sgridatemi perchè conosco d'avervi privato delle mie notizie per molto tempo; mostratemi ancora un pò di collera, ve ne ringrazierò lo stesso. Avrei voglia di scusarmi, ma ne sono disgustato dalla vostra paterna e squisita bontà.
Sono stato in questo periodo assai male in salute; ne ringrazierò sempre Iddio poichè ciò che fu, lo fu per suo volere.
Sentite padre mio, i giusti lamenti del nostro dolcissimo Gesù: "Con quanta ingratitudine viene pagato il mio amore dagli uomini! Sarei stato meno offeso da costoro se li avessi amato di meno. Mio padre non vuole più sopportarli. Io vorrei cessare di amarli, ma... ( e qui Gesù si tacque e sospirava, e dopo riprese ) ma ahime! il mio cuore è fatto per amare! Gli uomini vili e fiacchi non si fanno nessuna violenza per vincersi nella tentazione, che anzi si dilettano nella loro iniquità. Le anime da me più predilette, messe alla prova mi vengono meno, le deboli si abbandonano all'isgomento ed alla disperazione, le forti si vanno rilassando a poco a poco.
Mi rimangono solo di notte, solo di giorno nelle chiese. Non si curano più del sacramento dell'altare; non si parla mai di questo sacramento dell'amore; ed anche quelli che ne parlano ahime! con che indifferenza, con che freddezza.
Il mio cuore è dimenticato; nessuno si cura più del mio amore; io sono sempre contristato. La mia casa è divenuta per molti un teatro di divertimenti; anche i miei ministri che io ho sempre riguardato con predilezione, che io ho amato come pupilla dell'occhio mio; essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezza; essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece chi lo crederebbe?! da essi debbo ricevere ingratitudine e sconoscenze. Vedo, figlio mio, molti di costoro che ... ( qui si chetò, i singhiozzi gli strinsero la gola, pianse in secreto ) che sotto ipocrite sembianze mi tradiscono con comunioni sacrileghe, calpestando i lumi e le forze che continuamente dò ad essi... ".
Gesù continuò ancora a lamentarsi, Padre mio, come mi fa male veder piangere Gesù! L'avete provato ancora voi?
"Figlio mio, soggiunse Gesù, ho bisogno delle vittime per calmare l'ira giusta e divina del Padre mio; rinnovami il sacrificio di tutto te stesso e fallo senza riservatezza alcuna".
Il sacrificio della mia vita, padre mio, gliel'ho rinnovato e se sento in me qualche senso di tristezza, questo è nel contemplare il Dio dei dolori.
Se vi riesce, cercate di trovare anime che si offrono al Signore in qualità di vittima per i peccatori. Gesù vi aiuterà.
Barbablù seguita, col divin permesso, a guerreggiarmi, ma Dio e con me.
Ecco come dovete portarvi nella elezione del maestro dei novizi e siatene certo di fare la volontà di Gesù. Voi voterete in favore di chi meglio vi detta la coscienza, che se la definizione eleggerà voi non potrebbero fare migliore scelta! Voi accetterete, sapendo di fare la volontà di Gesù.
Fra Pio
(Epist. I, 341)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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