EPISTOLARIO - pag. 70

Padre Pio a Padre Agostino
Pietrelcina, 26 giugno 1913
Mio carissimo padre,
il dolcissimo Gesù sia sempre con voi.
Ignoro a che possono valere le preghiere di questa si debole e si peccatrice creatura che, per colmo di miseria, dimentica ad ogni passo le grazie che da Dio ha ricevuto. Ahime! che sono inutile a tutto. Il Signore prenda compassione di me, e mi renda capace d'adoprarmi, da che tanto mi ama, anch'io a gloria sua.
Io prego sempre Gesù per quelle due sante anime ed in questi giorni ho pregato anche nostro Signore per le anime che si sono a loro raccomandate. Dio sa quanto ho poi pregato Gesù, che mi manifestasse la sua volontà in proposito di quell'angelica creatura! Il pietoso Gesù mi assista e la sua santissima genitrice diriga la mia mano, perchè possa ritrarre in iscritto fedelmente, almeno in parte, ciò che essi mi vanno suggerendo.
"Non deve mai tralasciare di satollarsi del cibo degli angeli. Molte saranno le tentazioni che ne riceverà dal nemico, che non ignora il vantaggio che da questo cibo ne riceverà la sua anima e molte altre ancora per lei, ma non si spaventi affatto. Gesù promette che non lascierà di assisterla. La promessa di Gesù è immutabile e solo allora viene meno a ciò che promette quando l'anima diviene infedele.
Disprezzi le insidie di quegli impuri apostati e con illimitata fiducia si assida all'ombra dello sposo divino e nulla tema; all'ombra di un si folto albero i raggi scottanti di lucifero non vi penetreranno ed anche penetrandovi, non tema la sua anima di rimanerne abbronzata; quei raggi che vorrebbero sfiorarla, la renderanno a farla camminare sempre con più timore ed amore. E così dove il demonio vorrebbe farla descapitare le fa guadagnare invece sempre nuovi tesori pel paradiso.
Oh quanto ben difesa è quell'anima, cui Dio ha raccolto sotto le sue ali! Si, ella può bene assidervisi e riposarsi con tutta pace sotto quest'ombra, perchè chi di tante grazie la colma non la lascirà precipitare. Gesù la vuole tutta per sè. Ravvivi la sua fede questa cara gemma, si gitti con sublime abbandono nelle braccia di Dio e Dio adempirà i suoi disegni su di lei.
Si reputi felice questa candida colomba di essere stata fatta degna di assidersi all'ombra del nostro Diletto. Allontani pure dalla sua mente quei vani timori circa la sua confessione frequente di non essere accetta allo Sposo dell'anima, perchè sono un vero perditempo. Metta da parte sua tutta la sua opera, Gesù perfezionerà al sua opera e ne resterà glorificato".
Le pene poi interiori che presentemente ella soffre sono molte, a ricevere con fortezza ed ilarità altre pene maggiori. Le angustie a cui deve andare soggetta dovranno sorpassare di gran lunga le presenti e le passate, ma si tenga fortunata di questa grazia, a cui Gesù è per elevarla.
Questa è la via per cui il Signore conduce le anime forti. Qui imparirà meglio a conoscere qual'è la vera nostra patria, ed a riguardare questa vita come breve pellegrinaggio. Qui ella imparerà ad elevarsi su tutte le cose create ed a mettersi il mondo sotto i piedi. Vi attingerà una forza ammirabile per portare una croce, che è assai grave per un'anima tutta di Dio, cioè la noia ed il supremo fastidio che tutto l'ispira quaggiù.
E poi il dolce Gesù non la lascierà in questo stato senza consolarla. Lode e benedizione a questo Dio di bontà! Sapendo quante amare sono queste pene, e quant'è la corona ancora che per queste se ne acquisti, sarei tentato di chiedere a Gesù che volesse mandare a me le tristezze che sono preparate per lei, ma mi accorgo d'esser troppo egoista bramando per me la parte migliore. Ma preghiamo Gesù però che se ciò dovesse ridondargli un tantino di gloria, lo faccia pure.
Quest'anima segnalatami mi riempie di grande confusione ed il rossore mi sale fino agli occhi, col pensare quante più grazie ho ricevuto io più di lei. Quale profitto ho fatto nella via di Dio? Ahimè! avessi almeno resistito dall'offenderlo. Non lo dico questo per umiltà, ma lo dico perchè qust'è la verità. Il giorno del giudizio vedrete essere questa la pura verità.
In quante anime secolari, mio Dio, il più delle volte non si trova neanche la materia sufficiente per l'assoluzione!
Fate pregare per me quest'anima.
Fra Pio
(Epist. I, 378)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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