EPISTOLARIO - pag. 89

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 12 maggio 1914
Mio carissimo padre,
Gesù e Maria sia sempre nel vostro cuore e vi faccia santo.
In questi giorni abbiamo avuto fra noi in santa visita l'eccellentissimo monsignore arcivescovo Bonazzi. Ha tenuto anche cresima, a cui si sono accostati un quattrocentocinquanta tra grandi e piccoli.
Capirete come tutti siamo stati altremodo occupati per le confesioni e per l'istruzione ai grandicelli per ben disporli ad accostarsi al sacramento della confermazione.
E' stata una cosa commoventissima da strappare le lagrime nel vedere diverse centinaia di persone accostarsi ai sacramenti. Sono estremamente allegro pel ben che tante anime hanno ricevuto dal padre dei lumi. Una sempiterna lode ne sia al Padre celeste.
Non mi sono trovato mai ad assistere ad una sì santa cerimonia da quel giorno che venni cresimato. Piangevo di consolazione nel mio cuore a questa sacra cerimonia, perchè mi rammentava quel che mi fece sentire il santissimo Spirito Pareclito in quel giorno in cui ricevei il sacramento della cresima, giorno singolarissimo ed indimenticabile per tutta la vita. Quante dolci emozioni mio fece sentire in quel giorno questo spirito consolatore! Al pensiero di quel giorno mi sento bruciare tutto di una fiamma vivissima che brucia, strugge e non dà pena.
Quanto sarei felice di essere consumato al più presto da questa fiamma! Oh sì, il pietoso Padre di Gesù scopra finalmente la sua presenza a chi ardentemente la ricerca, e poichè nessun può vederla senza morirne, mi uccida pure, che mi reputerò felicissimo perchè il guadagno è di molto superiore alla perdita!
L'anima è smaniosissima di vedersi del tutto possedere finalmente da questo gran Dio, dal cui amore ella si sente rubato e trapassato il cuore. La poverina a malincuore sopporta altre dilazioni al compimento dei suoi ardenti desideri, ella non può più reggere alla pena, che la tormenta.
Povera anima! E' stanca ormai di guardare il suo sposo che tutto le ha rubato, attraverso il fonte cristallino; ella vuole arrivare a vedere nella sua pienezza e nella sua perfezione quella figura, di cui ha visto come le prime linee, lo sbozzamento. Ella insomma vuole vedere il Verbo, Il Figliuolo di Dio, che è lo splendore della gloria di Dio e la figura perfetta della sostanza di lui.
Chiedete decisamente, ve ne supplico, a Gesù che non ponga fine a tanto strazio: chiedetegli che scopra e mostri la sua bellezza, la sua divina essenza alla povera farfallina, e con questa finalmente l'uccida, sciogliendola, in tal guisa, e liberandola dai vincoli della carne, nella quale non può vederlo, nè bearsi del suo Dio, come brama.
Mettete dinanzi agli occhi di questo tenerissimo sposo il martirio continuo, che il suo amore fa sostenere a questa poverina; ditegli con gran fede che non potrà cessare questo martirio se non per la vista gloriosa della divina assenza di lui. Ditegli che alla pena mia non vi è più rimedio, all'infuori della presenza e vista di lui, perciò non voglia più intrattenere la povera anima con altre notizie e comuncazioni, le quali non riescono a soddisfare il suo desiderio e la sua volontà; finisca ormai di darsele del tutto per mezzo della unione di un perfetto e consumato amore.
Grazie delle applicazioni inviatemi; anche il padre provinciale me ne aveva mandate altre 20.
Fra Pio
(Epist. I, 470)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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