EPISTOLARIO - pag. 9

Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 14 marzo 1910
Caro padre provinciale,
ricevo la sua tanta cara e desiderata lettera, nello stesso tempo anche la sua carità e mi dispiace solo di non aver parole sufficienti per ringraziarla degnamente come ella merita. Ma ciò che più mi addolora si è di non poterla attestare questa mia graditudine col fatto, come sarebbe mio desiderio. Spero intanto da questa umiliazione, che il Signore mi manda, ricavarne un po' di bene.
Ella poi brama sapere lo stato di mia salute; ecco a soddisfarla. Lo stomaco, grazie al cielo, è quasi da natale che non rigetta più nulla, mentre per lo innanzi riteneva appena sola la semplice acqua. Anche le forze me le sento alquanto ritornare, tanto da poter camminare per un po' senza tanto incomodo. Ma ciò che vuol lasciarmi si è la febbre, che quasi tutti i giorni, verso sera, viene a farmi visita, seguita da copiosi sudori. La tosse poi ed i dolori del torace e della schiena sono quelli che più mi martiriziano continuamente.
Troppo poi dovrei ringraziare il Signore per la forza che mi da nel sopportare con rassegnazione e pazienza tutti questi mali. Da un pezzo in qua sembrami che nessuna cosa di qua giù abbia più alcuna attrattiva per me; l'idea della guarigione, dietro tutte queste tempeste che l'Altissimo da su mi manda, sembrami un sogno, anzi una parola priva di senso; al contrario l'idea della morte sembrami aver tutta la mia attrattiva ed assai vicino a raggiungerla. La causa di tutto ciò l'ignoro ed a fine di ottenere spiegazioni mi sono rivolto a lei.
Non posso poi nascondere, ad un padre così buono e che io mi stimo felicissimo di amarlo, di essere alquanto sconfortato di veder quasi andate a vuoto alcune mie speranze, che pure per lo innanzi formavano parte della mia consolazione. Ed ora quasi mi pento di averle sperate inutilmente. Ma sia fatto il volere di Dio!
L'auguro un buon onomastico ed un'ottima Pasqua adorna di tutte le celestiali benedizioni.
In ultimo le bacio la mano e chiedendole la sua paterna benedizione mi sottoscrivo,
il suo ubbidientissimo fra Pio

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Fra Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 18 aprile 1910
Caro padre provinciale,
le spese sostenute in questo frattempo ascendono a lire 17,75.
Scrivo la presente dal letto, dove mi trovo da diversi giorni, con febbre abbastanza alta. Il medico mi assicura a non temere per ora.
Non dimentichi, caro padre, di raccomandarmi al Signore nelle sue orazioni, massime nella santa messa.
Si abbia i miei profondi ossequi e nello stesso tempo si degni di benedire
il suo ubbidientissimo fra Pio.

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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