EPISTOLARIO - pag. 94

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 7 settembre 1914
Carissimo padre,
Gesù visiti il vostro cuore e lo riempia tutto di celeste rugiada.
Il divin maestro mi manda a voi per conoscere l'intenzione del provinciale sul mio stato. Ignoro queste sue nuove intenzioni, ma vi ripeto che sto fermo alle dichiarazioni sottopostevi a voce nell'ultimo nostro incontro.
Mi auguro che essendo a tutti noto il mio stato non mi si vogliano imporre ulteriori prove, superiori affatto alle mie forze. Lo stato mio presente lascia di molto a desiderare, padre mio; sento una grande prostrazione di forze. Veggo che le croci si aggiungono alle croci, i dolori a dolori e non potrei reggere se l'intervento immediato del celeste Padre non mi sorregesse col suo onnipotente braccio.
Al malessere fisico si vanno aggiugendo le aspre lotte dello spirito. Nubi oscurissime si vanno sempre più addensando sul cielo della povera anima mia. Gesù è sempre con me, è vero; ma quanto è doloroso, padre mio, la prova che mette a rischio l'anima di offendere lo sposo divino! Ma viva sempre Iddio! la fiducia di vincere e di riuscire vittorioso e la forza ancora di combattere non mi viene mai meno.
Grazie infinite siano rese al pietoso Gesù per aver terso le lagrime alla sua Chiesa e per aver consolato la sua vedovanza inviandole il suo capo e che tutto andò a seconda il cuor di Dio. Auguriamogli a questo novello pontefice che sia veramente un degno successore di quel gran papa quale fu Pio X. Anima veramente nobile e santa, che la Roma non ebbe mai un'altra eguale.
Nato di popolo, non smentì mai la sua umiltà. Egli fu veramente il pastore supremamente buono, il re estremamente pacifico, il dolce e mite Gesù in terra. Oh! noi lo ricorderemo il pontefice buono, più per aver un intercessore presso l'Altissimo, che per fare salire al cielo la nostra preghiera fervida per il riposo della sua anima grande.
Egli è stato la prima , la più grande e la più innocente vittima della guerra fratricida che assorda d'armi e d'armati riempie di terrore l'Europa tutta. Egli non potette più resistere allo scatenarsi della spaventosa tempesta ed il suo cuore che per tutta la vita era stato una fonte di un apostolato di pace su tutto il mondo, si spezzò in uno schianto di dolore.
Veramente egli venne a mancare a questo mondo unicamente pel grande amore che gli bruciava il petto. Preghiamo, padre mio, per la cessazione delle ostilità: disarmiamo il braccio del divin giudice, giustamente adirato contro le nazioni, che nulla vogliono sapere della legge di amore.
Innanzi tutto le nostre preghiere siano rivolte a disarmare la collera divina verso la nostra patria. Anch'essa ha molti conti da saldare con Dio. Impari almeno dalle sventure altrui, massime da quelle della sua consorella la Francia, quanto dannoso sia per la nazione l'allontanarsi da Dio ed intoni a suo tempo il "miserere>".
Mi mancano le forze per poter continuare: intanto accettate gli ossequi dei miei, dell'arciprete e di tutti i conoscenti, mentre io salutandovi affettuosamente, con preghiera di estendere i miei rispettosi ossequi al padre provinciale al di lui ritorno, mi ripeto
il vostro povero figliuolo fra Pio
Pietrelcina, 7 settembre, vigilia della Natività di Maria santissima 1914.
Attendo con ansietà un vostro sollecito riscontro.
(Epist. I, 493)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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