EPISTOLARIO - pag. 96

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 11 novembre 1914
Mio carissimo padre,
la misericordia, la grazia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo siano sempre con voi e con tutti quelli che lo amano in semplicità di cuore.
Ricevei la vostra ultima letterina piena delle più ampie assicurazioni sul mio spirito; di tutto ne rendo continui ringraziamenti al Signore.
In questo frattempo, sebbene molto oppresso dall'infermità corporali, ho raddoppiato le suppliche e le austerità per quel fine da voi indicatomi coll'ultima vostra; anche altre persone hanno pregato per lo stesso fine. Sventurato me! Il tutto è riuscito impossibile. Mi sento affatto impotente e privo più che mai di ogni forza per quel tal sacrificio che voi da me chiedete. Tal privazione di forza non può affatto provenire dall'istinto della propria coservazione poichè tengo a dichiararvi, e ne chiamo Dio in testimone, che io bramo ardentemente la morte e molte preghiere e lagrime fo al Signore per tal fine.
Pregate anche voi il Signore ed il tutto ve lo chiedo per quanto voi avete di più santo e di più sacro, affinchè per la sua bontà di padre si degni spezzarmi la vita e togliere il suo servo da tanto obbrobrio e da tanta abbiezione.
Praticamente questa carità anche col far pregare quante più persone vi capitano. Troppo dura, padre mio, è la prova che mi mette in continue strette, da non darmi requie nè di giorno nè di notte, di offendere Dio.
Padre, credetemi, non ne posso più, la morte soltanto può dare un refrigerio a tante mie pene ed angustie. Perdonatemi il dolore che vi arreco nello scoprirvi una parte delle mie amarezze; troppo crudele io sono, ma voi, tanto buono, mi compatirete, non è vero? Vi esorto intanto a non rattristarvi punto per le mie angustie, se non volete aggiungere a me tristezza e tristezza.
Il maligno spirito mi sta torturando in ogni guisa; ci riuscirà a far prevaricare un'anima che i Dio si abbandona? Io non lo temo affatto; la grazia di Gesù mi rende potente in tutto.
State tranquillo, vostro padre vi aspetta lassù: egli perora presso l'altissimo la causa del figlio suo.
Finisco perchè mi sento sfinito di forze in seguito ad una recentissima colica in cui combattei tra la vita e la morte.
Arrivederci, padre mio; io prego sempre per voi acciocchè la parola del Signore, che predicate, corra e sia sempre glorificata.
Il vostro povero fra Pio, cappuccino
(Epist. I, 501)

* * * * *

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 16 novembre 1914
Carissimo padre,
Gesù vi aiuti sempre e vi faccia godere il dolce riposo delle vostre fatiche.
Gesù vuole che la presente vi pervenga a mezzo di donna Raffaelina.
Vi riferisco quello che Gesù mi suggerisce intorno allo stato di quell'anima, da voi e da Raffaelina tanto raccomandatami.
"E' un'anima - egli dice - a me cara assai! fatele pur sapere che il lavoro, il ritiro, la preghiera e la frequenza ai sacramenti la santificheranno".
"Si abbandoni pure - egli dice ancora - su questo mio cuore e si rammenti che io sono il padre specialissimo degli orfani. Mia madre supplisce a quell'altra madre che io volli per me".
Padre, è orfana dunque quest'anima? Non ho osato dimandare a Gesù se il di lei desiderio sarà appagato: a dirvi quello che io sento a me sembra che per ora ella continurà a vivere fuori del chiostro. Intanto preghiamo che ciò che sembra impossibile oggi, si avveri all'avvenire.
Non cesso poi di fare dolce pressione presso il cuore del Padre celeste per la vostra e per tutte quelle anime da voi volute.
Non mi negate poi la carità che vi chiesi nell'altra mia: pregate e fate pregare per quel fine che vi espressi...
La pianeta bianca che mi procuraste, si è un pò rotta alla parte davanti, sarei quindi a pregarvi che se vi riesce di rinvenire un po' di stoffa di detto colore, ed a suo tempo poi farmela tenere; sarei sempre a voi più stretto dal vincolo di gratitudine.
Però di questo desiderio non vi preoccupate affatto, altrimenti mi cagionereste confusione.
Vi saluto e vi bacio nel bacio santo del Signore.
Fra Pio
(Epist. I, 504)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

Pagina 96 di 100

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100