EPISTOLARIO - pag. 97

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 18 novembre 1914
Carissimo padre,
il divino Spirito vi riempia tutto della celeste sapienza e vi faccia santo. Così sia.
Dal vostro dolore potete in parte comprendere quale sia il mio per non avervi potuto riabbracciare nella imminente festa della nostra bella Vergine Maria santissima della Libera, che questo paese con slancio di vero amore tutti gli anni solenizza.
Quanto bisogno, caro padre, sentiva e sente il mio spirito di rivedervi e parlarvi a lungo nello stato in cui esso da un pezzo in qua si trova! Ma giacchè Gesù non l'ha voluto, che io vi rivedessi, adoro la sua santissima volontà in silenzio e gliene rendo pure infiniti ringraziamenti.
La vista del reverendissimo padre generale alla nostra cara madre provincia sia per noi tutti apportatrice di copiosissime consolazioni ed auguriamoci ancora che il Padre celeste si serva di tal visita per rimuovere dai nostri chiostri quei disordini che i nostri superiori locali non sono potuti riuscire a togliere.
Piaccia al dolcisimo Gesù, per l'intercssione della nostra tanto cara padrona Maria Immacolata e del nostro serafico Padre, esaudire e benedire i voti di tutti i nostri buoni religiosi. Come esulterebbe di gioia il mio cuore, se potessi anch'io conoscere il nostro comune padre ed offrirgli i più senceri miei affetti di figliuolanza! Ma questo vuoto non sarà esaudito. Mi vado, da diversi giorni in qua, sempre più aggravando in salute; io stesso non ne so dire la cagione: a stento mi trascino qualche poco, sono più le ore che le passo a letto che fuor di letto. Se il reverendissimo padre generale mi chiamasse per parlarmi personalmente sarebbe per me il sommo delle mortificazioni, non potendosi forse ciò eseguire.
Se vi riesce possibile di evitare di farmi intraprendere un viaggio in tale circostanza per le condizioni di salute in cui mi trovo, fatelo, padre mio, e così mi eviterete una grande tristezza.
Sarei desideroso di conoscere quando il padre generale potrebbe venire a Morcone. Sul mio conto potete parlagli al padre generale e dirgli tutto quello che voi credete bene per la gloria del Signore.
A Foggia da Raffaelina troverete la risposta su quanto mi chiedevate nella penultima vostra. Il Signore così dispone ed io così feci.
Continuerei ancora, ma la posizione aggrava il mio fisico.
Arrivederci, padre mio, dove Iddio vorrà e pregate sempre per me, ringraziate il nostro Bene per i doni tutti fatti all'anima mia, lo stesso fo io continuamente ed insistentemente per voi.
Vi bacio col bacio santo di Gesù.
Il vostro povero figliuolo fra Pio, cappuccino
Pietrelcina, dal letto, 18-11-1914
(Epist. I, 507)

* * * * *

Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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