EPISTOLARIO - pag. 98

Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 8 dicembre 1914
Carissimo padre,
Gesù e Maria vi aiutino sempre e vi custodiscano nel santo amore.
Voi che conoscete la mia superlativa diligenza nel dare riscontro alle vostre carissime lettere, voglio augurarmi che non abbiate attribuito a negligenza, se fino al presente non vi è giunta nessuna mia all'ultima vostra, se non sbaglio, del 23 ultimo scorso mese.
Sono stato assai male in questi giorni, e presentemente, Dio solo sa, come mi sento rovinato: anche il cattivo tempo sembra che cospiri alla mia rovina... Sia intanto sempre benedetto l'altissimo Iddio che non mi abbandona mai del tutto in mano delle potestà delle tenebre! Allorchè sembra che la battaglia stia per volgere alla fine ed in favore degli avversari, ecco con sollecitudine accorrere il Signore, sgominarli e ridurli tutti all'impotenza. Viva mai sempre la misericordia divina! Quanto è buono Gesù verso le sue creature; quante vittorie enumera questo suo servo, tutte per il di lui potentissimo aiuto! Gesù ha voluto far di me un esempio di grazia e propormi ad esemplare a tutti i peccatori, affinchè non disperassero della lor salute.
Mi chiedeste nell'ultima vostra se la relazione epistolare di quell'anima col suo vecchio confessore sia puramente spirituale e se sia voler di Dio, che sia continuata. La risposta in proposito è la seguente. Una aperta manifestazione ossia una rivelazione con parole a riguardo non l'ho avuta da Gesù; nè io mi son permesso di chiederglielo per ragioni, se non mi sbaglio, a voi ben note.
Intanto Gesù mi manifesta il suo volere in un modo assai più meraviglioso. Egli mi fa sentire nella più alta punta dello spirito che una tale relazione epistolare è bene che sia troncata al più presto. Egli mi fa sentire ancora che pel presto tutto va bene, ma nell'avvenire ci sarà del discapito da ambo le parti e, quello che sarà peggio, col danno di altre anime.
Fino ad un certo punto non nuocere alle anime formalmente e questo per vario tempo, ma il demonio che è pure un grande artefice nel male si contenterà in questo frattempo di tenerle avvinte a sè con questo sottilissimo filo, affinchè sia impedito il loro avanzamento nella via del bene.
Il peggio verrebbe in seguito, quando cioè il nemico si sarà reso ben sicuro della sua vittoria. Questo è pure quello che io sento nella più intima parte dello spirito. Tale sentimento, chiamiamolo così, non posso, no, sbagliarmi, non può provenire da altri se non da Dio: egli solo può penetrare nel santuario interno, diciamo così, dell'anima e mettersi in comunicazione diretta con lei.
In questo interno santuario nessuno può penetrarvi, se si eccettui Iddio, nemmeno il buono spirito. su questo punto io forse non riesco a farmi intendere, non so esprimermi, ogni espressione mi accorgo che corrisponde sempre al disotto di quello che la cosa è in se stessa.
Quello che valgo a dire si è che il Signore vi penetra nell'anima senza sforzo alcuno e repentinamente avviene che la verità parla da sè, senza strepito nè di parole, nè di rappresentazione d'immagine.
A questo vada agginto che quando avvengono manifestazione di tal fatta riempiono in principio l'anima di timore e di scompiglio, e questo, avviene per la rapidità, per la chiarezza e per il modo assai sorprendente con cui viene rappresentata o manifestata la verità; ma di poi lasciano l'anima in una pace divina.
M'inganno io forse circa questo modo sorprendente con cui il Signore suole manifestarmi alcune verità? Pregovi assicurarmi anche voi intorno a questo punto.
Così sta la cosa da voi chiestami; ma ci vuole molta prudenza per condurre al buon fine la cosa in questione. Se non vi dispiace, avrei molto a cuore di scrivere una mia a quella poverina a riguardo. Attendo la vostra decisione.
Continuerei, caro padre, perchè molte cose avrei da dirvi, ma la testa mi vacilla, le forze mi vengono meno: rimetto il tutto a quando Gesù me lo permetterà.
Colei che entrò nel mondo senza macchia ci ottenga dal suo Figliuolo la grazia di uscire da questo mondo senza colpa.
Fra Pio
Pietrelcina, festa dell'Immacolata, 1914.
(Epist. I, 511)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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