EPISTOLARIO - pag. 99

Padre Pio a padre Benedetto
Pietrelcina, 19 dicembre 1914
Mio carissimo padre,
Gesù bambino riempia l'anima vostra di tutti quei carismi, che voi desiderate per le altrui anime.
Nelle feste del divin infante, non dico di raddoppiare le mie preghiere per voi, poichè questo lo fo continuamente; ma mi sforzerò di pregare con più fervore. Pregherò il divin pargoletto in especial modo, perchè voglia farvi sempre più crescere nella carità ed infondere nel vostro spirito il lume della celeste speranza. Lo pregherò che accresca lo spirito della sapienza celeste intorno a quesi tre misteri specialmente, cioè intorno al mistero della nostra vocazione cristina; intorno ai beni eterni che egli a noi ha serbato; circa il mistero della nostra giustificazione.
Non ancora ho potuto fare quello che voi mi ordinaste coll'ultima vostra perchè mi trovo ammalato tanto io, quanto l'arciprete. Appena Gesù mi permetterà vi ubbidirò.
Accogliete, mio buon padre, i voti ardentissimi del mio cuore che fo al Signore per voi, che sono quelli di vedervi santo, e non vogliate negare la carità di benedire questo
vostro povero figluolo fra Pio, cappuccino
(Epist. I, 516)

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Padre Pio a padre Agostino
Pietrelcina, 19 dicembre 1914
Mio carissimo padre,
la grazia del Padre celeste sia con voi sempre e vi renda sempre più degno per la patria dei beati comprensori. Così sia.
Dal letto vi scrivo queste poche righe per non farvi passare le feste di Gesù Bambino senza augurarvele piene delle più elette grazie.
Credo inutile rassicurarvi che io prego incessantemente il divino infante per tutti, specie per voi, cui son tanti i vincoli che mi uniscono, che sarebbe grave mostruosità il non farlo.
In questi giorni deporrò ai piedi del Bambinello Gesù oltre le mie povere preghiere per voi, ma ancora spargerò delle lagrime e gli offrirò tutte le amarezze che opprimono il mio cuore.
Quale umiliazione per me, padre mio, nel vedermi quasi scisso dal serafico Ordine. Dolore talmente acuto che mi sopravvenne, nonostante che ero parato, non appena mi venne la lettera del provinciale che mi comunicava le decisioni prese.
Per le tante lagrime che versai mi cagionarono tanto male anche alla sanità, che fui costretto a mettermi a letto, dove attualmente mi trovo ancora. Sia fatta la divina volntà. Sarà concessa anche a me in queste sante feste un pò di consolazione?! Son preparato a tutto!
Scrissi subito, e solo per ubbidirvi, al padre Paolino, comunicandogli la volontà del Signore riguardo a quell'affare; mi auguro la buona riuscita della cosa.
Credei miglior partito scrivere prima a lei, sospendendo pel momento di scrivere a quell'anima. Appena avrò una risposta da Paolino, permettendomelo Gesù, scriverò anche a quell'anima.
Ditemi un pò, se padre Paolino non vorrà piegarsi a ciò che gli comunicai, dovrei oppure no per questo desistere dallo scrivere a quella poverina per comunicarle il volere del cielo?
Pregate pel tanto infelice vostro figliuolo.
Fra Pio, cappuccino
Il giorno di Natale noi possiamo mangiare di grasso? Vi prego di una sollecita risposta.
(Epist. I, 517)

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Tratto da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 2004, 4^ edizione

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