San Pio da Pietrelcina - Le sue parole

"Nel fondo di quest'anima parmi che Iddio vi ha versato molte grazie rispetto alla compassione delle altrui miserie, singolarmente in rispetto dei poveri bisognosi. La grandissima compassione che sente l'anima alla vista di un povero le fa nascere nel suo proprio centro un veementissimo desiderio di soccorrerlo, e se guardassi alla mia volontà mi spingerebbe a spogliarmi perfino dei panni per rivestirlo. Se so poi che una persona è afflitta sia nell'anima che nel corpo, che non farei presso il Signore per vederla libera dai suoi mali? Volentieri mi addosserei, pur di vederla andar salva, tutte le sue afflizioni, cedendo in suo favore i frutti di tali sofferenze, se il Signore me lo permettesse" (Epist. I, 462 s.)

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"Potessi almeno, come una volta, trovare un po' di sollievo nel desiderio unico ed ardente di lasciare l'esilio per unirmi a Gesù. Oggi questo non mi è più dato. Sono vertiginosamente trasportato a vivere per i fratelli e per conseguenza ad inebriarmi e satollarmi di quei dolori che pur vado irresistibilmente lamentando" (Epist. I, 1196)

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"Mi dite che io ho minacciato di pensare soltanto a me. Non so se e quando l'abbia detto e con chi l'ho detto. Ad ogni modo, se pur l'abbia detto, tengo a dirvi, padre mio, che non è stato detto nel senso da voi inteso. Il mio agire lo prova.
Ho lavorato, voglio lavorare; ho pregato, voglio pregare; ho vegliato, voglio vegliare; ho pianto e voglio piangere sempre per i miei fratelli di esilio"(Epist. I, 1243)

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Questi brani sono tratti da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, corrispondenza con i direttori spirituali, a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1973, 2^ edizione