I MIRACOLI - pag.3

E ancora si parlò di Giulia Gasparino quarantacinquenne abitante a Fontanelle di Boves, sofferente da diciassette anni di una forma di esaurimento nervoso che i medici avevano giudicato incurabile; i giornali riferirono che il nipote, don Andrea Gasparino, molto noto per aver fondato la città dei ragazzi a Cuneo, era andato da padre Pio per parlargli della condizione di sua zia e la donna era guarita subito. Ma don Gasparino a Carlo Trabucco, che gli aveva chiesto di confidargli particolari sul fatto, aveva risposto: "Le comunico che non sottoscrivo nulla di ciò che è stato detto sui giornali. Per me simili guarigioni non sono che storie".

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Giuseppe Carlotti, segretario-economo dei musei vaticani fu colpito alcuni anni fa da una polmonite da virus, complicata da un ascesso polmonare, che gli provocò un grave scompenso cardiaco. Quando i medici ebbero pronunciato la loro sentenza fatale, il figlio partì per San Giovanni Rotondo e trovò padre Pio immerso nella preghiera. Il giovane scongiurò il cappuccino di salvare suo padre. Padre Pio solevò il capo, aprì un occhio e rimase per un pò a osservarlo senza parlare. Ma vedendo che egli era in pena gli sorrise, gli disse con dolcezza: "và, e stà tranquillo". Tornato a Roma, il giovane trovò il padre molto sollevato e in via di guarigione.

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Giuseppe Aprile, di Vittoria, provincia di Ragusa, racconta:" Ho otto anni, adesso sto bene, ma tre anni fa ero molto malato. Non ricordo il nome della malattia che avevo, è un nome difficile, ma la mamma dice che era un male grave, un male dal quale non si può guarire. Povera mamma, piangeva tanto quando io ero ammalato. Per farmi guarire mi portò anche in un ospedale di Firenze, dove ci sono dei bravi medici. Questi medici mi operarono, ma non erano poi tanto bravi perchè non riuscirono a guarirmi. Così quando ritornammo indietro al mio paese tutti dicevano che sarei morto presto. Io lo sapevo che sarei morto: un giorno avevo sentito la mamma che lo diceva ad una sua amica, e poichè mentre la mamma lo diceva piangeva, io pensai che morire dovesse essere una cosa molto brutta. Così, avevo tanta paura, ma non lo dicevo alla mia mamma perchè lei era già tanto triste. Poi, un giorno, il parroco scrisse a padre Pio. Gli raccontò la mia storia e poco tempo dopo arrivò a casa un telegramma che diceva:" Padre Pio prega e benedice il bimbo". Io non sapevo chi fosse padre Pio, ma pensai che doveva essere un uomo molto buono. Infatti non appena mi mandò la sua benedizione, io cominciai a guarire. "E' un miracolo, è un miracolo", gridava la mamma. E tutta la gente del paese veniva a casa per vedermi e nessuno riusciva a capire come avessi fatto a guarire così in fretta. Poi, la mamma mi riportò all'ospedale di Firenze dove avevano provato ad operarmi. Mi fecero una visita molto lunga e alla fine i medici dissero che io ero guarito davvero. Sono proprio contento di stare bene, anche perchè adesso la mamma non piange più".

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