LE PAROLE - pag. 1

Infanzia e adolescenza

"Dio mio! chi potrà ridire quell'interno martirio che in me si svolgeva? Il solo ricordo di quella lotta intestina, che allora si andava svolgendo dentro di me, mi fa agghiacciare il sangue nelle vene, ed ormai sono trascorsi o sono per trascorrere vent'anni. Sentivo la voce del dovere d'ubbidire a te, o Dio vero e buono! ma i nemici tuoi e miei mi tiranneggiavano, mi slogavano le ossa, mi dileggiavano e mi contorcevano le viscere!" (Dalla lettera autografa di Padre Pio all'insegnante Nina Campanile)

* * * * *

Stato fisico

"L'idea della guarigione, dietro tutte queste tempeste che l'Altissimo da su mi manda, sembrami un sogno, anzi una parola priva di senso" (14-03-1910)

* * * * *

"Io ne ignoro la causa di ciò ed in silenzio adoro e bacio la mano di colui, che mi percuote" (26-05-1910)

* * * * *

"Io son convintissimo che la mia malattia, essendo una speciale permissione di Dio e quindi non esservi bisogno di medici" (06-10-1911)

* * * * *

"Io mi vado sentendo sempre più male in salute e sebbene veggo che i mezzi e i rimedi umani non potranno arrestare il corso del male fino a quando il Signore non vi interverrà lui immediatamente, pure qualche volta per motivi di carità bisogna essere, o meglio trascendere agli altrui voleri" (28-07-1915)

* * * * *

"Nel gennaio 1917 feci una di quelle solite ricadute. Febbre altissima e forte polmonite vennero a farmi visita. Il caso fu giudicato dal medico, poverino!, disperato. E nel più bel momento che andavo assaporando le dolcezze del iam hiems transiit, venni miracolosamente guarito e gittato nuovamente in alto mare a combattere il buon combattimento. Rimasi deluso su tutta la linea, e poi Gesù permette e l'autorità il vuole, mi rassegno volentieri a tutto" (23-02-1917)

* * * * *

"Che dirvi del mio stato fisico? Preferisco non parlarne, essendo questa una cosa per me trascurabile e non bramo se non che Iddio venga a dare l'ultimo suo colpo" (15-08-1916)

* * * * *

"Per voler di Dio, continuo tuttora a sentirmi sermpre male in salute. Ma ciò che più mi martirizza sono quei forti ed acuti dolori al torace. In certi momenti mi danno una noia tanto grossa, che sembrami che vogliano proprio spezzarsi la schiena ed il petto" (04-09-1910)

* * * * *

"La tosse poi è talmente forte ed insistente, massime nelle ore notturne, che poco manca da non spezzarsi il petto; e spesse volte per timore mi vado ripetendo l'atto di dolore" (29-11-1910)

* * * * *

"Da più giorni sono afflitto da fortissimi dolori di testa, che mi rendono impotente a qualsiasi applicazione" (27-5-1915)

* * * * *

Questi brani sono tratti da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, corrispondenza con i direttori spirituali, a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1973, 2^ edizione

Pagina 1 di 13

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13