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Contenuto delle lettere e sua importanza

"Mi accorgo, o padre mio, che vi cagiono con le mie lettere sempre nuovi dolori, vi ripeto sempre le stesse cose, e voi con santa pazienza mi ascoltate; ma, che volete? le condizioni sono sempre le stesse, come fare a parlarvi d'altro?" (15-08-1915)

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"Per un cuore traboccante di dolore, non è mai troppo il parlare a lungo, lo scoprire le sue ferite a chi è stato da Dio incaricato a dirigerlo." (da San Pio a Padre Agostino 18-09-1915)

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"Ed ora vengo a te. Come scrivere a lungo su temi si corti? E' da parecchio che mi dici una sola parola; soffro! Mel sapevo e non c'era bisogno di ricantarmela. Devo dunque ragionar di ciò che ignoro o investigare un cielo velato? Soffro! Almeno dimmi che, come San Giovanni nella caldaia di olio bollente e San Lorenzo sulla graticola, soffri e gioisci. Ma mentre sei sollecito di piangermi la solita elegia, tieni per te l'idillio. Sono io dunque destinato a sentire soltanto gemiti? Voglio saper tutto distintamente da un anno a questa parte, e per ubbidienza. Voglio che dolori e gioie mi siano narrati nelle loro particolarità, nei loro periodi e nel loro progresso, anche se nella relazione debba impiegarsi un mese. Non è una penitenza meritata ed equa? E a questa ne aggiungo un'altra, e cioè di non esser breve solo quando tu sarai lungo." (Padre Benedetto scrive a San Pio (18-03-1921)

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"Tu ti lamenti; ma lo so che sai di non dirmi alle volte tutto, perchè lo lasci supporre e perchè lo suppongo. Farai bene però a rivelarmi sempre l'intimo, come accennai nella mia penultima, essendo un tuo dovere e un mio diritto conoscere. Almeno ogni tanto è necessario un resoconto sommario, ma esauriente e distinto. Non ignori quanto sia utile alla direzione avere l'anima spiegata davanti e saperne la storia successiva. Quel che non si dice è perduto e Dio non ne ha piacere. Ricorda sempre bene questo." (Padre Benedetto scrive a San Pio 26-03-1921)

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"Questo linguaggio vi sembrerà arabo (...). Se questo linguaggio lo trovate oscuro, padre mio, io dichiaro apertamente che non saprei spiegarmi più chiaro, salvo che Gesù non volesse venire in mio soccorso. O padre, chi potrrebbe di queste cose adombrare fedele immagine? (...). Di queste cose ( le visioni immaginarie ) l'anima riesce in qualche modo ad esprimersi, ma preferirebbe di chiudersi in un perfetto mutismo, perchè le fa male chè nell'esprimersi si vede la grande distanza che passa tra la cosa vista, e che tiene presente, e ciò che lei vale ad esprimere. Le pare che si nobili soggetti vengono tanto malamente trattati." (20-06-1913)

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Necessità della direzione

"Quello che mi dà un pò a pensare è ch'ella ( una persona roccomadatagli da padre Agostino ) avrebbe bisogno di un direttore ben illuminato nelle vie di Dio. Ma dove trovarlo in questi bruttissimi tempi? Anche il pietosissimo Gesù ha avuto a lamentarsi di questo. Oh i tristissimi tempi, padre mio, in cui ci siamo imbattuti!" (16-02-1915)

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"Con coscienza angosciosa tengo a dirvi con tutta segretezza che quest'anima ( sulla quale gli era stato chiesto un parere ) avrebbe un gran bisogno di una migliore e più assidua direzione spirituale e che stante la coscienza di chi la guida e di chi ne ha l'immediata cura, è più il male che a lei ne arrechi che il bene. In che tristi tempi ci siamo imbattuti, mio carissimo padre! Piaccia al re delle anime che voglia presto sovvenire ai bisogni di che occorrono queste creature privilegiate!" (19-07-1915)

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"State tranquillo, o padre, anche su questo punto, che l'anima di cui parliamo non mai maliziosamente ha taciuto con i suoi direttori più che con i suoi confessori, ciò di cui veniva operando in lei. Dissi: con i suoi direttori più che con i suoi confessori, perchè disgraziatamente, stante la sua vita girovaga non si è potuto mai incontrare, nel mondo specialmente, con cofessori illuminati nelle vie soprannaturali. In riguardo vi esprimerò meglio questo mio pensiero al primo abboccamento che avrò con voi." (17-10-1915)

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Questi brani sono tratti da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, corrispondenza con i direttori spirituali, a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1973, 2^ edizione

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