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Il discepolo

"Sentite, padre, sono compreso abbastanza del vostro tenero affetto che mi portate; vi chiedo quindi la carità di non più confondermi inviandomi si fatta roba, specialmente privandovene voi; vi chiedo solo la carità d'essere aiutato sempre con il vostro consiglio e con la vostra preghiera. Di altro non ho bisogno, e, se vi fosse anche bisogno, ne posso volentieri fare senza." (23-10-1921)

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"Dio sa quanto ho poi pregato Gesù, che mi manifestasse la sua volontà in proposito di quell'angelica creatura! Il pietoso Gesù mi assista e la sua santissima Genitrice diriga la mia mano, perchè possa ritrarre in iscritto fedelmente, almeno in parte, ciò che essi mi vanno suggerendo." (26-06-1913)

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"Esaminate, ve ne prego, il presente scritto, e trovandovi in ciò inganno del demonio, non mi risparmiate di disingannarmi. Questo pensiero mi fa tremare, io non vorrei essere vittima del demonio." (07-07-1913)

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"Vi scongiuro, per amore di Gesù, di esaminare attentamente la cosa e di non esser facile e tenero a voler giudicar bene di me, ma conoscendo di essere nell'inganno aiutarmi, colla grazia del celeste Padre, ad uscirne il più presto." (01-11-1913)

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"Sapete, padre, io non vorrei in niente essere vittima del demonio, e sebbene io sia certo della realtà di quelle locuzioni, più che non sono certo della mia stessa esistenza, pure mi protesto, facendo lotta con me stesso, di non voler credere a tutto quello, solamente perchè voi, mio direttore, l'avete messo in dubbio. Fo bene o no? Del resto, sapete, padre, anche Gesù non si è affatto mostrato disgustato dal perchè non gli ho voluto dare importanza ed il mio assenso accidentale. Dico accidentale per distinguerlo da quello intimo e sostanziale convincimento, che pur rimane dopo tutte le proteste che l'anima fa per non credergli. Spogliarmi di questo non sono io libero. Come?????*?? ?A??? fare, o padre? Sono vittima io del nemico senza nemmeno conoscerlo? Chiaritemi questo punto, per carità, che pur io vorrei che fosse oscuro per me." (07-04-1915)

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"Non mi sono mai affidato a me stesso, e posso dire davanti alla mia coscienza di non aver mai dato un passo senza l'altrui consiglio. E su certi passi specialmente già dati, ci sono sempre ritornato sopra, chiedendo sempre nuovi lumi a quante persone mi sono capitate." (fine gennaio 1916)

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"Il solo sostegno che mi rimane in mezzo a tanto ruggire di tempesta è la sola autorità, cruda e nuda, senza conforto e senza refezione di spirito." (30-01-1921)

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"Ogni espressione che possa avere un doppio significato, per me, durante questo mio attuale stato, è una spada acutissima, che mi trafigge l'anima e mi riduce all'agonia di morte." (15-05-1915)

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"La vostra lettera mi è giunta in un momento di estrema amarezza spirituale e dessa, lungi dal sollevarmi in qualche modo, ha dato il colmo traboccante alla misura (...) in queste disposizioni d'animo mi sono trovato questa mattina nel ricevere la vostra lettera. La ho aperta in tutta fretta nella speranza di trovarvi qualche poco di conforto. Ma che! fin dal leggere le prime righe piene di rimproveri, mi sono sentito proprio venir meno la vita. Ero li per vestirmi per entrare con la messa, ma ho dovuto ritirarmi dalla sacrestia per andare a soffocare nel pianto la mia amarezza." (03-06-1921)

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"Se mi reggo, si è perchè il buon Dio ha riservato l'ultima e più sicura parola all'autorità su questa terra e che non è norma più fedele del volere e del desiderio del superiore." (15-08-1916)

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"Io mi protesto, abnegando ogni mio volere e sapere, gusto e notizia; io mi protesto figlio ubbidientissimo della mia guida in tali rigori dell'Altissimo." (21-08?????*?? ?A???-1918)

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"I vostri avvisi, i vostri suggerimenti non che le vostre paterne riprensioni fattemi a viva voce, per me sono tante leggi immutabili, che mediante il divino aiuto mi vado adoprando di praticarle." (20-01-1921)

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Questi brani sono tratti da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, corrispondenza con i direttori spirituali, a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1973, 2^ edizione

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