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Il direttore

"Sforzatevi di vincere e reprimere in voi questo soverchio timore, altrimenti, padre, Gesù non vi sorriderà. Posso io promettercelo a Gesù a nome vostro? Io già gli ho detto di si. Voi ratificate ciò che il vostro figliuolo ha fatto in nome vostro. Se ho fatto male, corregetemi. Del resto, voi mi appartenete ed ho tutto il diritto di patteggiare con Gesù, anche all'insaputa vostra. A lui mi sono offerto per voi in qualità di vittima, e perciò il mio agire non può essere giustificato. A che dunque sacrificare, quando verrebbe frustrato il fine del sacrificio?" (04-05-1917)

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"Solo valgo a dire che il mio cuore ama l'anima vostra veramente ed incomparabilmente come se stessa e che per lei desidera tutta quella perfezione cristiana, a cui anela ardentemente ella stessa: ogni sacrificio che quest'anima va sostenedo ed ogni bene che va praticando, è tutto diretto a Dio per la comune santificazione." (02-04-1917)

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"Ricevo la vostra lettera e mi sento da una parte altromodo afflitto, da un'altra parte mi sento riempito di gaudio estraordinario. Afflitto perchè vi veggo in tante amarezze; ma godo poi nell'ammirare la bontà del Signore che tanto vi predilige." (30-01-1921)

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"Stiamo bene all'erta di non mai turbarci per qualsiasi sinistro accidente potesse a noi venire, essendo questo mai scompagnato dalla imperfezione, avendo sempre la sua origine nell'egoismo e nell'amor proprio. Di più quando il nostro amore è inquieto, più frequenti e più diretti sono gli assalti del nemico, il quale approfitta della nostra debolezza, la quale ci impedisce il diritto sentiero della virtù. Il nemico di nostra salute conosce troppo bene che sicuro indizio dell'assistenza divina è la pace del cuore, e perciò non lascia sfuggirsi cosa alcuna per farcela perdere. Perciò stiamo sempre allerta su questo punto. Gesù ci aiuterà." (01-07-1915)

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"Circa ciò che m'interrogate non tengo a dire altro per quanto riguarda il vostro spirito se non di star tranquillo, sforzandovi sempre più col divino aiuto di mantenere sempre più salda in voi l'umiltà e la carità che sono le corde maestre di tutto il grande edificio, e tutte l'altre sono dipendenti da esse. Mantenetevi bene in queste. L'una è la più bassa, l'altra è la più alta. La conservazione di tutto l'edificio dipende dalle fondamenta e dal tetto; se si tiene sempre il cuore indirizzato all'esercizio di queste, non si incontrano difficoltà nelle altre. Queste sono le madri delle virtù; quelle le seguono come fanno i piccoli pulcini nel seguire le loro madri." (29-04-1919)

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"Sì, padre, è predilezione codesta condotta che con voi tiene il Signore. Niente abbandono, niente giustizia vindice, niente indegnità da perte vostra meritoria di rigetto e di condanna. Tutto quello che avviene in voi è effetto di amore e di amore grande di Dio per voi: è prova, e la più amorosa, che Dio serba per i suoi eletti; è vocazione a corredimere, e quindi è fonte di gloria. Posto ciò come certo e indubitato cadono le ansie e le trepidazioni che il nemico suscita per la sua malvagia voluttà di tormentare e che il sommo Bene permette sempre allo scopo accennato. Voi intanto schernitevi di costei dubbie perplessità, perchè proveniente da satana. Non vi affannate poi a cercare fuori di voi Dio, perchè egli è dentro di voi, è nei vostri gemiti, è nelle vostre ricerche. Vi esorto fin che dura a fare atti di pura uniformità ai divini voleri e d'imitare Isacco nelle mani di Abramo e di sperare con tutti e due (contra spem). Non temete, mio caro padre, e credete a me che vi ho parlato da parte di Gesù." (30-01-1921)

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"Dio sa quanto ho poi pregato Gesù ché mi manifestasse la sua volontà in proposito di quella angelica creatura! Il pietoso Gesù mi assista e la sua santissima Genitrice diriga la mia mano, perchè io possa ritrarre in iscritto fedelmente, almeno in parte, ciò che essi mi vanno suggerendo." (26-06-1913)

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Atteggiamento di San Pio di fronte alle vie straordinarie

"Ieri sera poi mi è successa una cosa che io non so né spiegare né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po' di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po' di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po' di dolore. Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva. Non s'inquieti però se adesso per la prima volta glielo dico; perchè mi sono fatto vincere sempre da quella maledetta vergogna. Anche adesso se sapesse quanta violenza ho dovuto farmi per dirglielo!" (08-09-1911)

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"Deh, padre mio, venite in mio aiuto, per carità! Tutto il mio interno piove sangue e più volte l'occhio è costretto a rassegnarsi a vederlo scorrere anche al di fuori. Deh, cessi da me questo strazio, questa condanna, questa umiliazione, questa confusione! Non mi regge l'animo a potere e a saper resistere." (17-10-1918)

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"Cosa dirvi a riguardo di ciò che mi mandate del come sia avvenuta la mia crocifissione? Mio Dio, che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che tu hai operato in questa tua meschina creatura!" (22-10-1918)

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"Tu poi sai narrarmi le pene dell'amore e non ti sazieresti mai dal raccontarmele, e taci spesso e quasi sempre l'amore penoso e l'amore delle pene con tutto l'amore che produce l'uno e le altre e le dolcezze amorose che tu godi e per cui piangi. Quando tu ti sarai intrattenuto a dirmi positivamente e distintamente le dolcezze dell'amore, allora io risponderò direttamente e partitamente al grido delle tue pene." (16-11-1918)

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"La maniera ordinaria della mia orazione è questa. Non appena mi pongo a pregare, subito sento che l'anima incomincia a raccogliersi in una pace e tranquillità da non potersi esprimere colle parole. I sensi restano sospesi (...). Da qui capirete che poche sono le volte che riesco a discorrere coll'intelletto(...). Questo stato di cose vanno sempre più intensificandosi, che se non ne muoio è un miracolo del signore. Quando poi piace al celeste sposo delle anime por termine a questo martirio, mi manda in un subito una sifatta devozione di spirito da non potere in modo alcuno resistere. Mi trovo in un istante del tutto mutato, arrichito di grazie soprannaturali e talmente ripieno di fortezza da sfidare tutto il regno di satana. Quello che so dire di questa orazione si è che l'anima sembrami che si perda tutta in Dio, e che essa profitti in tali momenti più di quello che potrebbe fare in molti anni di esercizio con tutti i suoi sforzi (...). Quello che valgo a dirne intorno a questo, senza tema di sbagliare, si è che in nulla io vi concorro(...). Tutto questo nasce non da qualche considerazione, ma da una fiamma intera, e da un amore tanto eccessivo che se Iddio non mi venisse in aiuto a breve andare ne sarei consumato (...). Spesso spesso provo gran travaglio nel sovvenire alle necessità della vita: il mangiare, cioè, il bere, il dormire; e mi ci assoggetto come un condannato, solo perchè Iddio vuole (...). Da che il Signore mi va facendo queste cose mi sento tutto mutato da non riconoscermi più da quello che ero per lo innanzi" (01-11-1913)

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Questi brani sono tratti da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, corrispondenza con i direttori spirituali, a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1973, 2^ edizione

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