LE PAROLE - pag. 4

Nelle pene e desolazioni cerca conforto e sollievo

"Le lotte spirituali, in paragone di ciò che vado soffrendo nel corpo sono assai superiori, sebbene anche le sofferenze corporali si vanno rendendo sempre maggiori. Desidererei, caro padre, non dico assai, ma almeno un'ora al giorno di riposo. Ma si faccia sempre di me ed intorno a me in tutto e per tutto la santissima e amabilissa volontà di Dio! poichè è questo quello che mi ha retto" (10-01-1911)

* * * * *

"Ho grandissimo desiderio di soffrire per amore di Gesù. E come va poi che alla prova, contro ogni mio volere, ci si cerca qualche sollievo? Quanta forza e violenza debbo farmi in queste prove per ridurre al silenzio la natura, diciamola così, che reclama altamente di essere consolata" (21-04-1915)

* * * * *

"Da più giorni mi sento estremamente accasciato nello spirito e nel corpo. Se si continuerà di questo passo, mio buon padre, inevitabilmente dovrò soccombere: non me la sento proprio più. L'amarezza che sento nell'animo è estrema. Sono feriro a morte. Sono solo a combattere di giorno e di notte, senza un istante di tregua (...). Il mio cuore è squarciato, è ridotto a brandelli da questo estremo e duro martirio. Ah! padre, se foste qui non ve ne rimarreste così duro, che qual novello Abramo, a sangue freddo alza il coltello per immolare il suo Isacco. No, voi piangereste con me e mi compatireste" (16-11-1919)

* * * * *

"Ricevo la vostra, in luogo della vostra persona. Si vede proprio che Gesù anche questa volta ha voluto fare il cattivo con me e fiat! Spero di essere accontentato quanto prima, sempre che a Dio piacerà, altrimenti pronuncerò ancora una volta il fiat della rassegnazione. Quante cose avrei ad emettere fuori da questo cuore, ormai pieno di amarezza sino al non plus ultra! Quante lacrime vorrei versare sul vostro cuore di padre che in gran parte ha compreso il mio martirio che mi divora e non mi lascia riposare per un solo istante!" (12-11-1919)

* * * * *

"Le cose dello spirito presso a poco sono sempre le stesse con sempre qualche nuovo aroma di amarezza. Scrivetemi a lungo e ditemi qualche cosa di confortante, che ne sento un grandissimo bisogno" (14-03-1921)

* * * * *

Compassione per i fratelli

"Per i fratelli poi? Ahimè! quante volte, per non dire sempre, mi tocca dire a Dio giudice, con Mosè: o perdona a questo popolo o cancellami dal libro della vita. Che brutta cosa è vivere di cuore! Bisogna morire in tutti i momenti di una morte che non fa morire se non per vivere morendo e morendo vivere" (20-11-1921)

* * * * *

"Ahimè! sono la creatura la più infelice. Chi mi libererà da questa vita morente, da questi due estremi contrari che mi tiranneggiano e mi vanno divorando?" (06-11-1919)

* * * * *

"Ahimè! padre mio, che caos vi è in fondo di questo cuore! Che mistero io sono a me stesso!" (26-10-1917)

* * * * *

"Gratitudine"

"Ricevo la sua (...) - scrive a padre Benedetto - nello stesso tempo anche la sua carità e mi dispiace solo di non aver parole sufficienti per ringraziarla degnamente come ella merita. Ma ciò che più mi addolora si è di non poterle attestare questa mia gratitudine col fatto, come sarebbe mio desiderio" (14-03-1910)

* * * * *

"Io rimango sommamente meravigliato ed in pari tempo estremamente confuso di tanta vostra squisita carità verso di me, che purtroppo non merito. Ma poichè non sono buono a dar segno di riconoscenza, vi auguro che Gesù vi ricompensi a cento doppi la carità che usate a me" (18-01-1912)

* * * * *

Questi brani sono tratti da: PADRE PIO DA PIETRELCINA, Epistolario I, corrispondenza con i direttori spirituali, a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, San Giovanni Rotondo 1973, 2^ edizione

Pagina 4 di 13

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13